Scuola, al via le proteste Colosio: "Entro 48 ore tutti i prof al loro posto"

Sui banchi 427mila studenti. Ancora 600 cattedre vacanti. L'augurio della Moratti ai ragazzi: "Milano è al vostro fianco e attraverso la vostra realizzazione avremo una città positiva e aperta al mondo". Con i libri gratis a 78mila alunni, "siamo concretamente vicini alle famiglie in un periodo non facile".

«Eccessive» e «senza reale fondamento». Non usa mezzi termini il direttore dell’Ufficio regionale scolastico Giuseppe Colosio per commentare le proteste ai tagli del corpo docente di insegnanti, genitori e alunni della scuola, andate avanti anche ieri, nonostante il recente intervento del governo a sostegno dei precari: «Le cattedre ancora vacanti all’inizio dell’anno sono 600 su 106mila posti totali in Lombardia e sono dovute al fatto che abbiamo terminato le graduatorie degli insegnanti di sostegno», spiega Colosio. Una situazione «che sarà risolta entro le prossime 48 ore». Entro «una settimana», rettifica il direttore provinciale Antonio Lupacchino. Che continua: «Il 99% delle cattedre è coperto, abbiamo fatto 7mila nomine per gli insegnanti e 3mila per il personale Ata. Dobbiamo assegnare ancora circa 500 cattedre di sostegno e una cinquantina di posti soprattutto per quanto riguarda le materie tecniche. Inizieremo a chiamare dalle altre province».
Il provveditore ha scelto l’inaugurazione dell’anno scolastico all’istituto Gerolamo Cardano del Gallaratese per affrontare i punti caldi del malcontento. Fra questi la classe di soli alunni stranieri formata nella scuola elementare di via Paravia, a San Siro. Una «anomalia che dovremo affrontare - dice Colosio -, la scuola non può essere totalmente sradicata dal contesto culturale e linguistico del territorio». Per questo il provveditore confida «in nuovi interventi legislativi che tengano conto della realtà». E che potrebbero portare, come ha annunciato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, a un limite di alunni stranieri per classe pari al 30%. Le proteste dei precari sono cominciate presto, ieri mattina. Alle otto in punto, davanti al liceo classico Parini. Qui gli insegnanti del coordinamento «3 ottobre» hanno esposto i loro slogan con il volto coperto da maschere bianche. Poi è stata la volta di genitori, docenti e alunni di «Retescuole» in piazza Duomo per distribuire volantini con le «bugie» del ministro Gelmini e un «manifesto delle e dei docenti italiani». Ma la protesta si è concentrata davanti al provveditorato dove docenti e aderenti alla Cgil si sono uniti al presidio permanente dei precari. Alle 16 il direttore Colosio ha ricevuto una delegazione mista di sindacalisti e docenti per discutere proprio di tagli, precariato e rispetto delle norme di sicurezza: «Chiediamo spiegazioni sul fatto che in Lombardia a fronte di 17mila iscrizioni in più ci siano stati circa 9mila tagli tra insegnanti e personale tecnico e amministrativo» dice Caterina Spina, della segreteria provinciale Flc Cgil. Tutto questo succede pochi giorni dopo il decreto che assicura, ai supplenti annuali non riconfermati, un sussidio pari all’80 per cento dello stipendio. Che può essere mantenuto anche in presenza di un reddito collaterale e che, grazie al contributo della Regione, sale in pratica al 100%. Proteste a parte, il primo giorno di scuola è stata una festa per 427mila studenti milanesi. Puntuali sono arrivati gli auguri delle istituzioni. «La scuola è maestra - le parole del presidente della Provincia Guido Podestà -, sia nel valorizzare le qualità e gli interessi che ognuno di voi esprime singolarmente, sia nell’insegnare a voi tutti il senso di responsabilità e il rispetto nei confronti di voi stessi e degli altri». Un augurio ai ragazzi arriva anche dal sindaco Letizia Moratti: «Milano è al vostro fianco e attraverso la vostra realizzazione avremo una città positiva e aperta al mondo». Con i libri gratis a 78mila alunni, «siamo concretamente vicini alle famiglie in un periodo non facile».