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Se la bellezza è un virus le facce diventano una serie horror

Arriva "The Beauty" che porta all'estremo la nostra ossessione per la perfezione

Se la bellezza è un virus le facce diventano una serie horror
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da Los Angeles

Nel mondo della moda e dello spettacolo, la giovinezza non è solo un valore: è una moneta. Sfilate, red carpet, social media e campagne pubblicitarie alimentano da anni un'idea di perfezione, che spinge corpi e identità verso standard estetici inarrivabili. In questo contesto ossessivo, FX cala una serie che usa il linguaggio del thriller e dell'horror per porre una domanda semplice e disturbante: quanto saremmo disposti a sacrificare per l'illusione di essere perfetti? È da qui che prende forma The Beauty, la nuova serie creata da Ryan Murphy e Matt Hodgson, in arrivo da domani 22 gennaio su Disney+, ispirata al fumetto di Jeremy Haun e Jason A. Hurley. Un racconto in undici puntate ambientato tra Parigi, Venezia, Roma e New York, che intreccia alta moda, tecnologia, corpo e potere, in cui l'estetica diventa terreno di scontro morale.

La storia parte da una sequenza di morti misteriose che colpiscono modelle internazionali. A indagare sono due agenti dell'Fbi, Cooper Madsen e Jordan Bennett, interpretati da Evan Peters (Mostro: La Storia Di Jeffrey Dahmer) e Rebecca Hall (Godzilla vs Kong). Nel cast ci sono anche nomi celebri come Ashton Kutcher (Due uomini e mezzo), Isabella Rossellini e la supermodella Bella Hadid. Dietro le quinte del glamour, emerge l'esistenza di un trattamento sessualmente trasmissibile, capace di rendere chi lo assume fisicamente perfetto. Un miracolo apparente, che nasconde effetti collaterali letali. Un thriller internazionale e provocatorio, ambientato in una società sempre più ossessionata dall'apparenza. La Hall, che in The Beauty veste i panni dell'agente Bennett, sottolinea come Murphy abbia ancora una volta intercettato lo spirito del tempo: "Ryan ha un fiuto incredibile nel carpire l'attualità. Prende ciò di cui parliamo tutti i giorni e lo rende sovversivo". Per l'attrice, figlia del fondatore della Royal Shakespeare Company di Londra, il nodo è la mercificazione dell'aspetto fisico: "L'idea che tu possa pagare per la perfezione, significa consegnare la tua definizione di bellezza a qualcuno che vuole i tuoi soldi. Per poi rimanere in qualche modo dipendente da questa persona". Per Evan Peters, vincitore di un Golden Globe nel 2023 per la sua interpretazione del serial killer Dahmer nella serie creata per Netflix proprio da Ryan Murphy, The Beauty prosegue un filo conduttore nell'opera dello showrunner: "In realtà è ciò che ti rende unico, diverso, a renderti interessante. In certi episodi insistiamo parecchio su questo tema ricorrente". Un messaggio che emerge soprattutto quando la narrazione sposta il focus dall'estetica all'identità. "Credo che il mio personaggio e quello di Rebecca si compensino, se lui è uno serio e inflessibile, lei invece è una tipa divertente e piena di vita". Fra i detective c'è qualcosa più che un semplice rapporto lavorativo: "Diciamo che Madsen e Bennet lavorano insieme e sono migliori amici, con qualche beneficio in più scherza la Hall - Entrambi si illudono che non sia nulla di serio, anche se si tratta di una bugia bella e buona. Diciamo che rifiutano semplicemente di mostrarsi vulnerabili l'uno con l'altra. Ci saranno molte cose non dette fra loro e credo che gli spettatori finiranno con il fare il tifo per quella relazione".

Ashton Kutcher, che porta in scena Byron Forst, il miliardario high-tech dietro la creazione del farmaco, collega direttamente The Beauty alla realtà quotidiana: "Viviamo in un mondo sommerso da Ozempic, chirurgia estetica e turismo medico. Alcuni trattamenti nascono con uno scopo terapeutico, per migliorare la salute, ma finiscono per essere usati solo come rimedi estetici". The Beauty, secondo Kutcher, non fa che condensare tutta questa cultura della superficialità in un'unica iniezione immaginaria, costringendo lo spettatore a chiedersi: "Quali rischi sarei disposto a correre e cosa sarei disposto a perdere, pur di avvicinarmi di un altro passo alla perfezione?".

Girato in location iconiche italiane come Venezia, Roma e la Fontana di Trevi, chiusa eccezionalmente di notte per le riprese, lo show utilizza l'Europa non solo come sfondo, ma come memoria visiva della storia della bellezza. È proprio Kutcher a osservare come "ogni edificio storico europeo racconti cosa è stato considerato esteticamente piacevole, in epoche diverse", rafforzando il dialogo tra passato e presente. La fotografia ricercata è accompagnata da una colonna sonora firmata dal compositore americano Mac Quayle, da anni punto di riferimento per le musiche degli show di Murphy.

The Beauty si inserisce nel filone più politico e disturbante della televisione moderna, erede ideale di Nip/Tuck ma filtrato attraverso la lente dell'horror contemporaneo diretto da un maestro del genere. Non fantascienza lontana ma un riflesso, neanche troppo distorto, del nostro presente.

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