Seimila euro e una doppia vita Ecco chi sono i nuovi 007

Moderne Mata Hari pronte a tutto, 007 con licenza di uccidere, poliglotti padroni delle lingue più strane, esperti di velivoli senza pilota che inceneriscono i capi di Al Qaida e pirati informatici. I servizi segreti di oggi sono questo e altro. Dopo l’11 settembre la Cia ha dichiarato guerra al terrorismo. Non solo analisti o esperti di intercettazioni e spionaggio elettronico, ma squadre operative dell’human intelligence, che recluta informatori e raccoglie dati sensibili sul terreno. Al loro fianco unità paramilitari specializzate in interrogatori e operazione segrete come la cattura dei ricercati di Al Qaida in collaborazione con i servizi locali.
Non sempre fila tutto liscio. Il 30 dicembre un agente doppio di Al Qaida, Abu Dujanah al Khurasani, si è fatto saltare in aria dentro base Chapman, avamposto della Cia a Khowst, Afghanistan. È stato decapitata una delle squadre segrete più avanzate e preziose degli americani nel Paese, responsabile della raccolta di informazioni per dirigere i droni, i velivoli senza pilota. L’ultimo bersaglio, eliminato il 15 febbraio nella zona tribale pachistana, sarebbe Abdul Haq al Turkestani, l’Osama Bin Laden cinese. Fra i sette agenti della Cia rimasti sul terreno a Khowst c’era anche il caposquadra, una donna, di cui non è stato rivelato il nome ed Elizabeth Hanson, un’altra operativa di soli 30 anni.
Le moderne Mata Hari sono in aumento e pronte a tutto. Fra i 1.200 agenti e funzionari del Mossad, il servizio segreto estero di Israele, un terzo è composto da donne. A Dubai, il 19 gennaio un commando ha assassinato Mahmoud al Mabhouh responsabile dell’arsenale di Hamas. Le telecamere a circuito chiuso hanno filmato anche due donne. Una di queste, l’agente Folliard, dal nome falso sul passaporto europeo, si camuffa e cambia aspetto. «Ma sembra guardare beffarda la telecamera che la riprende. A mio parere il messaggio è: “Per quanto importante tu sia e ovunque ti trovi, ti raggiungeremo e ti annienteremo”», spiega al Giornale Carlo Biffani, direttore di Security consulting group a Roma. Anche gli eredi del temuto Kgb, gli agenti russi dell’Fsb, hanno utilizzato i Paesi del Golfo come terreno di caccia. Il leader della guerriglia cecena, Zelimkhan Yanderbiyev, è stato dilaniato da un’autobomba in Qatar.
Fra i capi dei servizi segreti più giovani al mondo spicca Amrullah Saleh, responsabile dell’Nds, l’intelligence afghana. Nominato dal presidente Karzai nel 2004, a soli 32 anni. Quando faceva l’addetto stampa del fronte anti talebano noi giornalisti gli offrivamo volentieri il pranzo a Dushambè, capitale del Tajikistan. Mai visto con un filo di barba islamica, la sua fortuna è stata la padronanza dell’inglese, che lo ha fatto diventare ufficiale di collegamento con la Cia dopo l’11 settembre. L’Nds non è riuscito a prevenire l’ultimo assalto suicida a Kabul che è costato la vita a Pietro Antonio Colazzo, numero due nella capitale dell’Aise, il nostro servizio segreto all’estero. Laureato in studi orientali a Napoli conosceva il dari, una delle lingue afghane. «Sono convinto che l’azione avesse come obiettivo personale occidentale dell’intelligence», conferma Biffani. I nostri operativi all’estero guadagnano attorno ai 6.000 euro al mese. Circa 10-12.000 euro per un funzionario.
Fra i servizi più ostili e pericolosi per l’occidente spiccano gli iraniani e i cinesi. Pechino è molto aggressiva nello spionaggio industriale. Manager internazionali hanno scoperto di essere spiati grazie a telefoni palmari o computer, controllati a distanza. Stessa tecnica utilizzata per progetti militari come il caccia bombardiere Joint Strike Fighter. Alcuni attacchi internazionali degli hacker del 2009 sarebbero partiti da istituti informatici legati ai militari cinesi.
L’Iran ha potenziato la sua rete di agenti in Europa. Secondo la diaspora iraniana, squadre speciali di agenti di Teheran sono responsabile dell’eliminazione all’estero di oltre 240 dissidenti dal ’79. In parallelo operano i pasdaran, che per le missioni al di fuori dei confini hanno creato la Forza Al Qods, dal nome arabo di Gerusalemme. I Guardiani della rivoluzione utilizzano società di copertura per alimentare il progetto nucleare e missilistico. Si calcola che un terzo delle importazioni iraniane sia frutto di operazione coperte dei pasdaran. I servizi occidentali hanno creato società ad hoc per infiltrare la catena di forniture del nucleare iraniano inserendo materiale difettoso che sabota gli impianti. Non solo: il 12 gennaio lo scienziato atomico Massoud ali Mohammad è saltato in aria a Teheran.
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