Fernet, Unicum e Petrus sono un po' i Sarti, Burgnich e Facchetti dell'internazionale dell'amaro. Tre brand storici, che hanno rappresentato e ancora rappresentano l'idea tradizionale del liquore alle erbe: muscolari, amarissimi, digestivi, molto alcolici. A molti l'amaro piace e piacerà sempre così, ed è giusto. Ma il gusto cambia, le generazioni di consumatori anche. E pian piano si è fatto strada un nuovo stile di amaro italiano, con meno botaniche, un sorso più morbido e una gradazione alcolica più gentile.
Tra i tanti nuovi prodotti lanciati sul mercato, due hanno solleticato la nostra curiosità spiritosa. Il primo si chiama Selva Amara ed è un liquore a base di mosto di birra scura distillato. È frutto della creatività di Marco Serazio, proprietario del birrificio Serra Storta di Busto Arsizio, che già aveva mosso i primi passi nel mondo del distillato con Beer Geen. Alla base maltata, tostata e caramellata, vengono aggiunte liquirizia, genziana, rabarbaro e arancia, per un amaro fresco e dolce, aromatico e speziato: una coccola a 25% ideale on the rocks e (fidatevi) anche in grado di sostituire il bitter in un Negroni.
Il secondo arriva invece dal Trentino e si chiama Agile. Di nome e di fatto, dato il grado relativamente basso (20%). Un elisir di erbe che oltre a genziana, agrumi e rabarbaro utilizza anche assenzio.
Ed è proprio l'assenzio ad alleggerire il palato, con una spiccata balsamicità che si allunga nel finale e lo rende molto versatile, eccellente per esempio con la tonica o anche solo con la soda.Selva Amara, 25%, 29 euro
Amaro Agile, 20%, 27 euro