Sestri Levante: adesso le maestre si esercitano a fare le sottrazioni

Sestri Levante: adesso le maestre si esercitano a fare le sottrazioni

Da sei a cinque, da cinque a quattro. E poi, forse, finalmente a tre. È cominciato a Sestri Levante il lento cammino verso il «maestro unico» di quella scuola elementare che aveva deciso di resistere alla riforma Gelmini, e che fin dal primo giorno di lezioni aveva schierato dietro una cattedra ben sei insegnanti per quindici alunni della classe prima.
Dopo l'articolo de il Giornale in cui si denunciava il caso, il direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale Anna Maria Dominici (alla quale risultava la totale applicazione in tutta la Liguria del «maestro unico») era sobbalzata sulla sedia, aveva definito strana la notizia, e aveva promesso di approfondire la faccenda.
L'indagine, effettivamente avviata con estrema velocità da via Assarotti, ha sortito un effetto immediato. «Durante la visita ispettiva disposta non sono state rilevate irregolarità sul numero totale di maestri assegnati alla scuola - spiega diplomaticamente Rosaria Pagano, dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Genova - tuttavia per le prime la direzione scolastica aveva valutato opportuno, per motivi didattici, assegnare un insegnante prevalente per metà delle ore, e un altro maestro prevalente per l'altra metà».
Un «two is megl che uan» che non è in linea con le disposizioni del Ministero e che per questo è stato immediatamente eliminato. Ai due docenti «prevalenti part-time» sono quindi state affidate due classi distinte come indicato dalle nuove direttive, mentre non vi sono ancora notizie precise sugli altri insegnanti in soprannumero. Anzi, per i dirigenti del Miur non esistono proprio: il maestro di religione e quello di inglese, infatti, pur facendo salire il conto a tre, sono parte integrante del programma didattico, e il quarto e il quinto non sono pervenuti. Eppure, rivendicando le proprie scelte, solo una settimana fa, la preside Andreina Garibaldi aveva così fatto il calcolo: «Una maestra per italiano, 11 ore, una per matematica, 7 ore, una inglese, 2 ore, una religione, 2 ore. Una quinta per coprire le restanti ore relative all'antropologico con geografia, storia e studi sociali perché è una supplenza annuale ed è inutile metterla a insegnare italiano quando il prossimo anno non potrà garantire la continuità coi bambini. E la sesta è integrata anche nelle classi di un altro plesso sul progetto-mensa cui stiamo lavorando».
Tra confuse addizioni e altrettanto strane sottrazioni, da ieri comunque sta tornando piano piano l'ordine anche a Sestri Levante, dove, ci tiene a sottolineare Rosaria Pagano, non ci sono mai state prese di posizione nette contro il Ministero. «A parte il caso delle prime - dice la Responsabile per la Provincia genovese - c’è stato anzi un eccesso di zelo della dirigenza scolastica nell'applicazione del modello del maestro prevalente, che è stato esteso anche alle altre classi (nda dove non era dovuto)». Nell'elementare, che è collocata proprio nel cuore della cittadina rivierasca e che nell'ultima indagine del «Progetto Qualità» non si è piazzata per niente male, sono state quindi eliminate le compresenze, gli insegnanti sono stati riequilibrati tra la sede e le succursali, vi è la possibilità del tempo pieno e c'è una prima classe per chi vuole i bambini a scuola dal lunedì al venerdì, con tre rientri pomeridiani, e una per chi preferisce l'orario dal lunedì al sabato con soli due pomeriggi occupati. Se non fosse che per qualche giorno l'abbiamo creduto l'ultima frontiera dell’«anti-maestro unico», l'istituto di Sestri potrebbe passare da modello di applicazione della riforma. O almeno della fantasia.

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