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La sfida decisiva nei cieli europei: essere green senza fermare i voli

L'analisi di Fondazione Pacta sullo scenario aeroportuale: "Regole comunitarie e sviluppo degli hub vanno conciliati"

La sfida decisiva nei cieli europei: essere green senza fermare i voli
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Il trasporto aereo europeo genera circa 1,8 milioni di posti di lavoro e produce un impatto economico pari a 121 miliardi di euro sul Pil dell'Unione Europea. Dati che confermano il ruolo strategico della connettività aerea per crescita economica, occupazione e coesione territoriale e che hanno rappresentato il punto di partenza del keynote speech di Francesco Calvi Parisetti, Partner Italia di Roland Berger, intervenuto al Centro Studi Americani di Roma nell'ambito dell'incontro promosso dalla Fondazione Pacta (presieduta dall'ad di Adr Marco Troncone) sugli scenari di decarbonizzazione del trasporto aereo.

Al centro dell'intervento il tema dell'equilibrio tra sostenibilità ambientale e competitività del settore. "La connettività è un elemento centrale per lo sviluppo e la coesione sociale dei territori, e l'introduzione delle misure di decarbonizzazione previste dall'Europa deve sostenerla", ha sottolineato Calvi Parisetti, evidenziando come la mobilità aerea continui a rappresentare un fattore abilitante per l'economia europea. Secondo l'analisi presentata nel corso dell'evento, un incremento del 10% della connettività diretta produce infatti un aumento dell'1,6% dei posti di lavoro e dello 0,5% del Pil pro capite europeo, con effetti positivi anche sul piano sociale.

Il quadro europeo resta però ancora fragile. La connettività dell'area EU+ non ha recuperato completamente i livelli pre-pandemia e risente già oggi dell'impatto di tasse, oneri regolatori e limiti infrastrutturali introdotti nei diversi Paesi. In questo scenario si inseriscono le misure europee per la decarbonizzazione del trasporto aereo, dal pacchetto Fit for 55 al regolamento ReFuelEU Aviation fino al sistema ETS, che, secondo Roland Berger, rischiano di produrre effetti rilevanti sulla competitività del settore.

"Le misure Ue e Icao con perimetri diversi potrebbero generare asimmetrie di costo e shift di rotte e passeggeri verso hub extra-Ue", è stato spiegato. L'Europa, infatti, adotta oggi il framework più stringente a livello internazionale, combinando obblighi vincolanti di utilizzo dei Sustainable Aviation Fuels (Saf, il biocherosene) con il sistema di carbon pricing Ets, mentre altri grandi mercati seguono approcci meno rigidi. Negli Stati Uniti il Saf resta basato su adesione volontaria e incentivi fiscali, negli Emirati Arabi Uniti gli obiettivi produttivi non sono vincolanti e in Giappone il quadro regolatorio è ancora in fase di definizione.

Secondo uno studio di Ce Delft richiamato durante l'intervento, entro il 2030 le misure del Fit for 55 potrebbero determinare un aumento medio del 12,1% del prezzo dei biglietti sulle rotte intra-europee, con conseguenze dirette sulla domanda. "I maggiori costi, dovuti alle normative UE, impattano sulla domanda in modo significativo in ragione di una curva di elasticità", ha osservato Calvi Parisetti, sottolineando come i segmenti leisure ed economy risultino particolarmente esposti agli aumenti tariffari.

Ampio spazio è stato dedicato anche allo sviluppo della filiera Saf. Oggi la produzione europea si attesta intorno a 1,2 milioni di tonnellate annue, prevalentemente basate sulla tecnologia Hefa (il trattamento di acidi grassi per produrre i Saf; ndr), mentre il fabbisogno crescerà rapidamente nei prossimi anni. Le capacità produttive annunciate al 2030 arrivano a circa 4,7 milioni di tonnellate, ma resta aperta la questione della sostenibilità economica e tecnologica dello scale-up industriale. "Gli operatori si convinceranno della sostenibilità economica e tecnologica, realizzando l'offerta annunciata?", è la domanda posta nel corso del keynote.

L'analisi ha infine evidenziato la necessità di accelerare lo sviluppo della filiera industriale dei carburanti sostenibili attraverso investimenti, capacità produttiva, infrastrutture e modelli operativi adeguati.

"La messa a punto del modello operativo sarà condizione per accelerare la diffusione del Saf e supportare la filiera industriale", ha concluso Calvi Parisetti, richiamando la necessità di accompagnare la transizione del settore con strumenti in grado di preservare connettività, competitività ed equilibrio tra i territori europei.

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