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Sguardi che toccano. In mostra le foto selezionate da Sony

La 19esima edizione del premio internazionale che valorizza i talenti

Sguardi che toccano. In mostra le foto selezionate da Sony
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Lo sguardo si posa su un'arte giovane, la fotografia. Da 19 anni la Sony promuove i "Sony World Photography Awards", il concorso internazionale di immagini che, oltre a premiare gli scatti degni di attenzione, si fa immensa vetrina e trampolino di lancio per giovani professionisti. L'edizione di quest'anno ha raccolto oltre 430.000 fotografie da più di 200 Paesi, 14.000 dall'Italia. Da quattro anni la mostra è ospitata al Museo Diocesano, da dieci è in Italia. Curata da Barbara Silbe, presenta una selezione esposta su due gallerie. Il Diocesano nei mesi estivi è aperto anche la sera, con il prezzo del biglietto è compreso un aperitivo offerto al bar del chiostro.

Il premio "Fotografo dell'anno" - 25mila euro - è stato assegnato a Citlali Fabián che ha presentato una serie di immagini di comunità indigene destinate a un libro per bambini "Bilha, Stories of my Sisters". La riflessione sul ruolo che hanno le comunità nel trasmettere le tradizioni, insieme all'abilità tecnica le hanno valso il primo posto in assoluto. Il percorso attraversa diverse categorie in base alle quali è stato suddiviso il lavoro dei professionisti, Open, Student e Youth: dalla fotografia documentaria al ritratto, dal paesaggio alla fotografia naturalistica, fino ai progetti dedicati all'architettura, allo sport e alla fotografia di strada. In mostra anche gli scatti dei quattro italiani che si sono distinti in tre categorie del premio Professional: Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, vincitori della categoria "Ritratto" con la serie "The Faithful", e Federico Borrella al terzo posto della stessa categoria con la serie "Koryo-Saram: How Descendants of Deported USSR Koreans Are Rediscovering Their Roots in Uzbekistan". Matteo Trevisan al secondo posto della categoria "Ambiente" con la serie "Jinê Land: Where Women Keep the Earth Alive", e Daniele Vita al terzo posto della categoria "Still Life" con la serie "The Bronte Pistachio". Di rilevanza anche lo scatto di Giulia Pissagroia che si è aggiudicato la vittoria nella categoria "Street Photography" del premio Open. Colpiscono le storie culminate negli scatti, il coreano Seungho Kim ha immortalato la sua bambina di due anni accanto al cagnolino di famiglia che si comporta da "fratellino". In Corea del Sud la natalità ha toccato il minimo storico di 0,72 figli per donna mentre sei milioni di famiglie trovano il significato di famiglia nei loro cani.

L'italiano Daniele Vita fotografando i pistacchi in Sicilia per quasi un anno, si è reso conto che ognuno è unico e si è riproposto di cogliere "l'individualità di ogni elemento naturale". La carrellata di animali è davvero unica; dal gufo dall'occhio solo ai levrieri da corsa "pensionati" ma che amano correre ancora e sono immortalati felici.

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