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Siciliano scende in campo? Mirenda: "È sconcertante"

La candidatura della dottoressa verrebbe annunciata lunedì dalla lista "Milano Libera", promossa dal giornalista e editore Massimiliano Lisa

Siciliano scende in campo? Mirenda: "È sconcertante"
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"Inelegante, anzi sconcertante". Così il giudice Andrea Mirenda, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, definisce l'ipotesi di cui da giorni a Milano si fa un certo parlare: la candidatura alle prossime elezioni comunali di Tiziana Siciliano, fino a pochi mesi fa procuratore aggiunto della Repubblica. In questa veste, la Siciliano ha coordinato e guidato tutte le indagini che hanno preso di punta la gestione dell'urbanistica e dell'edilizia sotto la giunta di Beppe Sala. E, come spiega un altro esponente del Csm, la sua candidatura "alimenta inevitabilmente una lettura retrospettiva delle indagini in materia urbanistica".

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da Milano Today senza incontrare smentite, la candidatura della dottoressa verrebbe annunciata lunedì dalla lista "Milano Libera", promossa dal giornalista e editore Massimiliano Lisa. Lisa è noto come direttore dello spazio Leonardo3 in Galleria Vittorio Emanuele. In questa veste si è scontrato ripetutamente con l'amministrazione comunale, che contesta la validità del contratto di subaffitto del museo: quando Lisa ha sostenuto l'esistenza di manovre e interessi oscuri intorno agli spazi in Galleria, la giunta ha reagito con una querela per diffamazione.

Ora Lisa ha deciso di candidarsi a sindaco, e tra i nomi che avrebbe arruolato c'è quello della Siciliano. Legalmente nessuno impedisce alla dottoressa di scendere in lizza: i magistrati in servizio non possono candidarsi nella stessa città dove lavorano, ma una volta in pensione tornano liberi cittadini. E lei ha lasciato la toga il 18 dicembre scorso.

A rendere delicata la faccenda, non ci sono solo i pochi mesi passati ma soprattutto i temi di cui si è occupata come procuratore aggiunto: le indagini che l'hanno messa in rotta di collisione con la politica (di entrambi gli schieramenti) e che contemporaneamente le hanno dato grande visibilità. Il commento di Mirenda è quasi sarcastico: "Il fronte del No diceva: volete i giudici sottoposti alla politica? La risposta è: no, li vogliamo direttamente dentro".

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