Leggi il settimanale

Villa Certosa: epopea tra 126 stanze e vulcani finti, potere e mondanità

Con il passaggio della storica tenuta alla famiglia reale del Qatar si chiude un capitolo lungo oltre trent'anni. Tra politica, mondanità, ospiti illustri e scenografie spettacolari, Villa Certosa è stata uno dei simboli più riconoscibili dell'era berlusconiana

Villa Certosa: epopea tra 126 stanze e vulcani finti, potere e mondanità

Per oltre trent'anni è stata molto più di una residenza privata. Villa Certosa, il buen retiro estivo di Silvio Berlusconi in Sardegna, è diventata uno dei luoghi simbolo della sua storia politica e imprenditoriale. Tra incontri con leader internazionali, vacanze di Stato, feste, mondanità, affari e cronaca giudiziari. la tenuta affacciata sul mare della Gallura ha finito per assumere un ruolo quasi iconico nell'immaginario collettivo italiano. Oggi, con il passaggio alla famiglia reale del Qatar guidata da Tamim bin Hamad Al Thani, si chiude una stagione che ha attraversato oltre tre decenni di storia del Paese.

Da una parte il mare della Gallura, dall'altra una successione di prati, ulivi, laghetti artificiali, sentieri, statue, piscine, serre, ville per gli ospiti e colline modellate dall'uomo. Nel mezzo, nascosta dietro cancelli e sistemi di sicurezza sofisticati, una proprietà che nel corso degli anni ha raggiunto quasi 120 ettari di estensione, una superficie pari a circa due volte la Città del Vaticano.

Villa Certosa, dal vulcano artificiale alle 126 stanze

Molti italiani non vi hanno mai messo piede. Eppure ne conoscono i dettagli quasi quanto quelli di un monumento nazionale: il vulcano artificiale, l'anfiteatro dei cactus, le visite di Vladimir Putin, la bandana sfoggiata davanti a Tony Blair, le fotografie dei paparazzi, le serate con Mariano Apicella. Per un'intera stagione politica, ogni estate sembrava passare da qui. Quando Berlusconi acquista la proprietà alla fine degli anni Ottanta, la villa si chiama ancora Villa Monastero. Negli anni successivi la tenuta viene ampliata progressivamente attraverso l'acquisizione di terreni confinanti e una lunga serie di interventi edilizi e paesaggistici affidati all'architetto Gianni Gamondi, già autore di numerose residenze della Costa Smeralda. La trasformazione non riguarda soltanto gli edifici. Riguarda soprattutto il paesaggio.

Villa Certosa non nasce come una classica dimora sul mare. Diventa gradualmente un mondo autosufficiente, costruito per offrire agli ospiti una continua sequenza di scenari. I bilanci della Immobiliare Idra, la società proprietaria della residenza, raccontano investimenti milionari destinati a modellare il terreno, creare nuove infrastrutture, piantare ulivi secolari, realizzare impianti tecnologici e ampliare costantemente la proprietà. Nel 2005, secondo i documenti societari, vengono spesi quasi 12 milioni di euro per opere di sistemazione dell'area. È uno dei momenti di maggiore espansione della tenuta. La superficie coperta della villa principale (con 14 camere da letto) è di circa 4.500 metri quadrati, inserita in una tenuta che comprende anche bungalow, edifici separati, strutture ricreative e dependance (per un totale di 126 stanze).

Chi ha avuto accesso alla proprietà descrive un percorso quasi cinematografico. Il visitatore passa da zone che ricordano il paesaggio mediterraneo tradizionale a spazi costruiti con finalità puramente scenografiche. Ci sono laghetti artificiali, percorsi panoramici, ponticelli, cascate e giardini tematici. Ci sono serre e installazioni ornamentali disseminate nel parco. E c'è soprattutto quello che diventerà uno dei simboli della villa: l'anfiteatro dei cactus.

Berlusconi amava accompagnare personalmente gli ospiti in questa sorta di giardino botanico che raccoglieva oltre duemila esemplari di piante grasse appartenenti a circa cinquecento specie diverse. Per molti visitatori era una tappa obbligata, quasi un rito d'ingresso nel mondo della villa. L'altro elemento destinato a entrare nella memoria collettiva è il vulcano artificiale. La sera del 15 agosto 2006 il proprietario decide di offrire agli ospiti uno spettacolo pirotecnico particolarmente elaborato. Dal vulcano fuoriescono fiamme, fumo e lapilli artificiali.

L'effetto è talmente realistico da indurre alcuni residenti della zona a segnalare un possibile incendio. Sul posto arrivano vigili del fuoco, forze dell'ordine e protezione civile prima di accorgersi che si tratta di una scenografia. L'episodio finisce sulle cronache nazionali e contribuisce a consolidare l'immagine di Villa Certosa come luogo in cui il confine tra realtà e rappresentazione è spesso sfumato. Con il passare degli anni la residenza assume una funzione che va ben oltre quella abitativa. Nel maggio del 2004 un decreto governativo la definisce ufficialmente "sede alternativa di massima sicurezza per l'incolumità del presidente del Consiglio". È un passaggio significativo. Villa Certosa diventa di fatto una sede istituzionale informale.

Villa Certosa tra politica, spettacolo, imprenditoria e mondanità

Per anni Mariano Apicella è stato una presenza fissa della villa. Chitarra alla mano, accompagnava cene e incontri privati con il repertorio napoletano che aveva conquistato il padrone di casa. Ma la storia di Villa Certosa non è fatta soltanto di politica e relazioni internazionali. Tra il 2006 e il 2009 la proprietà diventa il centro di una delle più grandi vicende mediatiche della storia italiana contemporanea. Il fotografo Antonello Zappadu realizza centinaia di immagini destinate a documentare la vita della villa e dei suoi ospiti. Diversi di quegli scatti verranno pubblicati dalla stampa internazionale e alimenteranno polemiche, contenziosi e procedimenti giudiziari.

Tra le immagini più discusse emerse dal lavoro del fotoreporter figuravano una serie di episodi: un presunto “finto matrimonio” tra Silvio Berlusconi e una giovane donna, con tanto di bouquet e applausi degli invitati, raccontato dallo stesso fotografo; scatti che ritraevano ospiti stranieri, tra cui il premier ceco Mirek Topolánek, in contesti informali all’interno della residenza; immagini di feste private con la presenza di giovani donne in costume. Negli stessi anni Villa Certosa entra definitivamente nell'immaginario collettivo come simbolo di un sistema di relazioni che mescola politica, spettacolo, imprenditoria e mondanità. È la fase in cui la residenza smette di essere semplicemente la casa di Berlusconi e diventa un soggetto autonomo del racconto pubblico.

Non sorprende che il cinema finisca per appropriarsi di quella immagine. Quando Paolo Sorrentino realizza "Loro" (2018), il film dedicato all'universo del Cavaliere, Villa Certosa diventa uno dei riferimenti inevitabili dell'opera. Più che un luogo reale, è ormai un simbolo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica