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La sottomissione a chi giura sul Corano

Mamdani non è né il primo sindaco musulmano di una grande città occidentale né il primo a giurare sul Corano ma la sua scelta rappresenta per varie motivazioni un punto di svolta

La sottomissione a chi giura sul Corano
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L'immagine di un sindaco che giura sul Corano, come avvenuto a New York con Zohran Mamdani, potrebbe presto diventare la normalità anche in Europa e in Italia. Mamdani non è né il primo sindaco musulmano di una grande città occidentale né il primo a giurare sul Corano ma la sua scelta rappresenta per varie motivazioni un punto di svolta. Prima di lui già a Londra, Rotterdam e altre città olandesi erano stati eletti primi cittadini islamici mentre il ministro dell'Interno britannico laburista, Shabana Mahmood, ha giurato sul Corano dichiarando che "l'Islam è ciò che la guida in tutto". Mamdani ha però fatto un passo ulteriore poiché New York non è una città qualsiasi ma è il luogo dell'11 settembre dove il terrorismo islamico ha causato migliaia di vittime. Inoltre, il suo gesto assume una valenza simbolica sostituendo nel giuramento la Bibbia con il Corano. Il presidente degli Stati Uniti infatti giura sulla Bibbia riprendendo una tradizione che risale ai tempi di George Washington e che simboleggia la "religione civile" americana con l'utilizzo dei testi sacri per invocare Dio a difesa della Costituzione ed è lecito chiedersi come un libro in cui si predica la Sharia possa coniugarsi con i principi costituzionali americani. Non si tratta solo di un tema giuridico ma sociale e culturale che riguarda tutto l'Occidente e perciò anche l'Italia, i principi della legge coranica sono infatti inconciliabili con i nostri valori di libertà e con il rispetto di alcuni diritti che riteniamo basilari.

Eppure potremmo doverci abituare anche in Italia a vedere politici che giureranno sul Corano portando avanti la propria azione politica sulle leggi islamiche. Già lo scorso anno a Monfalcone si è presentato alle elezioni un partito islamico (per ora con scarsi risultati) e a Roma per le prossime amministrative è stata annunciata la nascita del partito "MuRo 27 - Musulmani per Roma 2027". I musulmani italiani contano di replicare lo schema già in atto nel nord Europa e in Francia (dove la popolazione islamica è di oltre 6 milioni di abitanti) scommettendo sulla demografia e sulla crescita dei musulmani in Italia nei prossimi anni. La penetrazione islamista nelle nostre istituzioni è un processo che potrebbe essere accelerato dalla sinistra che, come con Mélenchon in Francia o Corbyn in Gran Bretagna, pensa di utilizzare il voto islamico per i propri fini elettorali finendo però per essere utilizzata dagli stessi islamici per ottenere ruoli o risultati politici. Emblematico il caso del riconoscimento dello stato di Palestina avvenuto in Francia e Gran Bretagna anche a causa delle pressioni delle comunità islamiche.

C'è poi un ultimo elemento che chiude il cerchio: gli stessi che chiedono a gran voce di rimuovere i simboli cristiani in nome della laicità, che

vogliono togliere i crocifissi dalle scuole, che cancellano il Natale per non offendere le persone di altre religioni, giustificano un sindaco che giura su un libro che predica la Sharia. È la sottomissione dell'Occidente.

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