Spagna, via alla terapia d’urto Meno spese per 15 miliardi

Parola d’ordine: tagliare le spese. Il maremoto che ha investito la finanza greca ha scatenato una reazione a catena in tutti i Paesi europei che improvvisamente hanno capito di vivere al di sopra dei propri mezzi. In realtà, se ci fosse una seria attenzione agli sprechi e un giro di vite volto al contenimento della spesa pubblica, vedi soprattutto sanità e scuola, sarebbe già un buon passo in avanti. I diretti interessati, intanto, hanno iniziato a prendere misure concrete per il contenimento del debito pubblico. La Spagna, che insieme al Portogallo è tra gli Stati europei più deboli da un punto di vista finanziario, ha annunciato ieri una serie di tagli al bilancio pubblico destinati a produrre risparmi per 15 miliardi di euro, tra 2010 e 2011, per centrare l’obiettivo di una riduzione del disavanzo al 6% del Pil il prossimo anno, dall’11,2% di fine 2009. Insomma questa volta, a differenza di quanto accaduto in Grecia, i tagli sono preventivi. Il risultato è stata una reazione positiva delle Borse europee con Madrid che è salita dello 0,81%.
Ma quali sono i rimedi proposti dal governo spagnolo? Il primo ministro José Luis Zapatero ha indicato oltre 6 miliardi di tagli agli investimenti pubblici quest’anno e il prossimo, la soppressione del contributo ai nuovi nati di 2.500 euro a famiglia, 13mila posti di lavoro in meno nel pubblico impiego quest’anno e una riduzione media delle retribuzioni statali del 5% nel 2010, seguita da un congelamento nel 2011.
«Dobbiamo fare uno sforzo particolare, eccezionale e straordinario per ridurre il nostro disavanzo pubblico e dobbiamo farlo ora che l’economia inizia a recuperare», ha detto il premier al Parlamento spagnolo. I dati diffusi ieri mattina hanno comunque evidenziato che nel primo trimestre dell’anno l’economia spagnola è tornata a crescere, per la prima volta in quasi due anni, con un timido +0,1%. Anche se sull’anno l’economia è risultata in contrazione dell’1,3%. «Nel 2011 - secondo Zapatero - la crescita sarà di qualche decimo inferiore all’1,8% indicato in precedenza». Secondo l’analista José Garcia Zarate si tratta di un pacchetto di misure dal potenziale impatto deflazionistico. «Non si tratta tanto dei numeri in sé, quanto del messaggio positivo inviato al mercato», ha detto Zarate.
Oltre alle Borse, infatti, anche il mercato obbligazionario ha trovato nell’annuncio del primo ministro spagnolo (i provvedimenti verranno comunque approvati domani) lo spunto per vendite sul Bund tedesco a favore dei titoli periferici della zona euro, complici anche i nuovi acquisti da parte delle Banche centrali.
La Commissione europea ritiene che le misure di bilancio annunciate vanno «nella buona direzione», ma i sindacati spagnoli invece sono già sul piede di guerra.
«Rigettiamo i tagli annunciati dal governo», ha detto il leader del Ccoo (Comisiones Obreras) Ignacio Fernandez Toxo, aggiungendo che il sindacato non esclude alcun tipo di azione.

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