Come sparare al Papa e diventare milionari: il ritorno di Alì Agca

Il prossimo 18 gennaio tornerà libero: nel suo futuro potrebbero esserci contratti milionari per libri e film sull’attentato a Giovanni Paolo II. A riferirlo lo stesso ex lupo grigio in una lettera pubblicata dal britannico Sunday Times

Come sparare al Papa  
e diventare milionari:
 
il ritorno di Alì Agca

Pentimento a volte fa rima con investimento. Se non ci credete chiedetelo ad Alì Agca, un signore così tormentato dal rimorso per i quattro colpi sparati a Papa Giovanni Paolo II da aver bisogno di qualche milione di euro per rinfrescarsi la memoria e raccontarci qualche nuova strampalata verità su quei giorni lontani. E sì, ci risiamo, il tormentone fra poco sarà di nuovo in mezzo a noi. Il 52enne ex Lupo grigio, l’uomo che il 13 maggio 1981 sparò al pontefice, il prossimo 18 gennaio sarà di nuovo libero, di nuovo pronto a travolgerci con le sue improbabili rivelazioni. Stavolta però a pagamento. E che pagamento. Il listino prezzi stillato nella celletta di Kartal, il carcere di massima sicurezza a sud est di Istanbul dove sta finendo di scontare la pena a dieci anni per l’assassinio di un giornalista turco, è gia arrivato per lettera al Sunday Times.

E i prezzi per una verità inedita, ma pur vecchia di trent’anni, non sono proprio da saldo. Per una lunga ed esclusiva chiacchierata televisiva il fallito attentatore sostiene di non poter pretendere, bontà sua, meno di un milione e 400mila euro. Per due libri, uno dei quali tutto incentrato sull’emozionante resoconto di vita trascorsa per la gran parte in galera, si parte dai 3 milioni e mezzo. Per romanzo e autobiografia però si rischiano dei contrattempi. Il puntiglioso Mehmet nella lettera listino precisa di essere in contatto anche con Dan Brown. Nel caso ci si mettesse di mezzo anche l’autore del «Codice da Vinci» bisognerebbe dunque rivedere diritti e compensi.

L’unica cosa che quel precisino di Mehmet non chiarisce è quali siano le sue nuove e preziose verità. In trent’anni, lo ammetterà pure lui, ne abbiamo sentite parecchie. S’iniziò con quella, più plausibile, secondo cui ad armargli la mano promettendogli un milione e 200mila dollari sarebbero stati tre uomini dei servizi segreti bulgari. Si finì con il signor Agca che spiegava agli stralunati giudici la sua natura di novello Gesù Cristo. Ma ora il lupetto-messia sostiene di aver messo la testa a posto e di esser pronto a smerciare verità su verità, rivelazioni su rivelazioni per soddisfare, spiega nella lettera all’edizione domenicale del quotidiano inglese, «un grande interesse che si estende dal Giappone a Canada». Per mettere una toppa sul passato e rassicurare i potenziali clienti assicura anche di essere «sano e forte sia dal punto di vista fisico che psicologico». Potrebbe fermarsi lì e invece, per ingolosire i potenziali acquirenti, Mehmet la tira per le lunghe e finisce, purtroppo, con il regalarci un passaggio delle sue potenziali rivelazioni. E son subito dolori. «Il mio piano - chiarisce l’attentatore del Papa - è proclamare la fine del mondo e scrivere un PERFETTO GOSPEL (proprio così in inglese, ma tutto in maiuscolo, ndr)».

E tanto per non risparmiarsi ci aggiunge anche una simpatica profezia. «Proclamerò la Perfetta Cristianità che il Vaticano non ha mai compreso». Quell’irresistibile assaggio di nuove verità va probabilmente letto come un messaggio subliminale a papa Benedetto XVI, che Agca ha già fatto sapere di voler incontrare non appena avrà l’occasione di venire a Roma per convertirsi al cristianesimo. Un occasione a cui, viste le premesse, papa Ratzinger non vorrà sicuramente rinunciare. Il mondo comunque è bello perché vario ed anche le nuove scempiaggini di Mehmet Alì Agca troveranno sicuramente il loro pubblico. A dar retta al Sunday Times, parecchi editori europei sarebbero già pronti a buttarsi nell’asta e a metter sul tavolo fino a 2 milioni e mezzo di euro pur di garantirsi l’esclusiva delle memorie di Mehmet.

Peccato che quando debba citarne uno il quotidiano inglese non trovi di meglio che regalarci le dichiarazioni di Francesco Aliberti, qui da noi meglio conosciuto come uno degli editori del Fatto quotidiano. Chissà: magari pagando e ripagando Alì Agca potrebbe anche ricordarsi che il vero mandante dell’attentato fu sempre lui, l’immancabile e malvagio Silvio Berlusconi. 

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