Matrimonio brillante celebrato dai Vanzina

Primavera è stagione preferita per i matrimoni e anche il nostro cinema si adegua alla tradizione facendo uscire due pellicole che ruotano intorno all'altare

Primavera è stagione preferita per i matrimoni e anche il nostro cinema si adegua alla tradizione facendo uscire due pellicole che ruotano intorno all'altare. La settimana prossima con Ti sposo ma non troppo, di Gabriele Pignotta, protagonista Vanessa Incontrada mentre, da oggi, arriva nelle sale il vanziniano Un matrimonio da favola. Tra i due film c'è un abisso come tra una cerimonia di nozze artigianale e un matrimonio organizzato da un wedding planner. Il primo, banalizzato e mal recitato, perde nettamente il confronto con la pellicola dei Vanzina che, pur partendo da un argomento trito e ritrito, riesce a regalare novanta minuti di genuine risate, il più delle volte per la bravura dei suoi interpreti, tra i quali emerge l'ottimo Emilio Solfrizzi.

Cinque grandi amici del liceo si ritrovano, dopo una ventina d'anni dalla maturità, per partecipare al matrimonio di uno di loro, Daniele (Ricky Memphis), che sembrava quello destinato a una vita mediocre. Invece, sta per sposare Barbara (Andrea Osvart), la figlia di un grosso e ricco banchiere svizzero. Non è andata bene, invece, agli altri. Luca (Adriano Giannini) sognava di viaggiare ed è finito, invece, a fare la guida turistica a Roma, seducendo straniere. Giovanni (Emilio Solfrizzi) è sposato con l'avvocato divorzista Paola (Paola Minaccioni) e ha una storia con Sara (Ilaria Spada) che lo crede single. Alessandro (Giorgio Pasotti) è militare in carriera e gay non dichiarato. Infine, Luciana (Stefania Rocca) promessa del calcio, è sposata con il noioso e tirchio Fabio (Riccardo Rossi). I giorni precedenti alle nozze saranno occasione per mettere in discussione le proprie vite.
A funzionare è la coralità. Ogni personaggio è ben incastonato in una trama gradevole. Nulla di eccezionale, ma rispetto alla media qui si sorride spesso. Questo matrimonio in sala s'ha da fare.

Commenti