25 anni senza Moana Pozzi. Quella confessione choc di Villaggio

Il 15 settembre 1994 Moana Pozzi moriva a causa di un tumore al fegato. Simbolo di trasgressione, contribuì all'evoluzione dei costumi dell'Italia tra anni '80 e '90. Ma nel privato era una persona diversa. Come raccontò Villaggio

25 anni senza Moana Pozzi. Quella confessione choc di Villaggio

Era il 15 settembre 1994 quando Moana Pozzi, la diva dell'eros, la pornostar più amata dagli italiani, simbolo di classe e intelligenza, moriva su di un letto dell'ospedale di Lione a causa di un tumore al fegato. 25 anni dopo, il mito di Moana è ancora vivo. Periodicamente, qualcuno semina il dubbio che l'attrice sia ancora viva. Voci smentite qualche anno fa da Rocco Siffredi che ha raccontato di averla vista dopo il trapasso "dimagrita di 20 chili", irriconoscibile a causa della malattia. Qualcuno parlò di Aids, contratto sul set a seguito di un rapporto sessuale non protetto con il noto pornoattore John Holmes, qualcun altro di cirrosi. Un mistero che rimarrà per sempre, e che contribuisce ad alimentare ancora di più il mito di Moana.

Nata a Genova nel 1961 e cresciuta a Lerma, nell'Alessandrino, Moana ha rappresentato per anni il sogno erotico degli italiani. Ha cambiato i gusti e la morale dell'Italia a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, facendosi apprezzare non solo per le sue doti artistiche, chiamiamole così, ma soprattutto per stile, classe, cultura - due lauree secondo Lino Banfi, ma non si sa ancora con certezza - e intelligenza. Anche politica. Indimenticabile l'esperienza con Ilona Staller, alias Cicciolina, nel partito dell'Amore. Tra le sue proposte, non solo la riapertura delle case chiuse. Ma anche la corruzione. Come a intuire ciò che sarebbe successo con Tangentopoli. Ma non ebbe tempo.

Breve e ricca di colpi di scena, la sua vita. Le prime esperienze da modella e attrice, poi lo sbarco nel mondo dell'hard. Non solo quello, però. Una volta disse: "Io faccio tante altre cose che esulano dalla pornografia. Poi vedi che tante altre ragazze che fanno il mio stesso lavoro, non riescono ad andare al di là di quello. È bello essere un'artista che fa tante cose, no?". Nel suo libro "La filosofia di Moana", noto ai più per le pagelle ai personaggi famosi che aveva deciso di accogliere tra le sue morbide braccia, raccontava che "di sera non mi facevano uscire e io scappavo dalla finestra, mi proibivano di leggere libri spinti (Moravia era considerato osceno) e io lo facevo di nascosto, mi obbligavano a vestire da collegiale e io, uscita da casa, correvo da una mia amica a mettermi minigonna e tacchi alti. Non vedevo l'ora di diventare maggiorenne e di essere finalmente libera!".

E libera lo è stata, fino alla tragica fine a soli 33 anni. Eppure, come capita a molti, anche Moana era molto diversa nel privato dall'immagine pubblica con la quale tutti la identificavano. Vedi le parole di Paolo Villaggio, suo amico di vecchia data che le fece avere una particina nel film del 1984 "A tu per tu", con lo stesso Villaggio e Johnny Dorelli: "Moana Pozzi era frigida. Odiava il sesso, provava disgusto per tutti quegli uomini che le slinguettavano addosso. Era schifata da quella pletora di sacerdoti pedofili, politici democristiani, quel mondo di corrotti che le girava attorno. In realtà li fustigava con distacco, questa era la sua forza". Poi la confessione choc: "Non ha mai amato veramente nessuno". Ma è stata amata da tutti.

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