"La statua di Diana è orribile". Poi distruggono quella della Regina

La statua di Lady Diana è stata già oggetto delle prime critiche, mentre in Canada i monumenti dedicati alla regina Elisabetta e alla regina Vittoria sono stati abbattuti e imbrattati

"La statua di Diana è orribile". Poi distruggono quella della Regina

La statua di Lady Diana è stata appena svelata e già ci sono le prime polemiche sul modo in cui la principessa del Galles è stata rappresentata. Pensare che William e Harry non hanno lasciato nulla al caso. Perfino il vestito riprodotto nel bronzo è un chiaro riferimento alla loro vita con la madre, a un momento ben preciso nel tempo, in cui Diana stava evolvendo come persona e non aveva più paura della regale suocera, che al principio la terrorizzava. In questo periodo, chissà perché, le statue sono diventate un bersaglio facile di critiche e dell’onnipresente “politicamente corretto”. Basta guardare che fine hanno fatto, in Canada, i monumenti dedicati alla regina Elisabetta e alla regina Vittoria, simboli di un passato che alcuni pretendono di cancellare dalla memoria e dai libri di Storia, come se il tempo fosse un pezzo di carta svolazzante, gli eventi vi fossero scritti a matita e la nostra mente fosse un vaso da riempire con pseudoverità già confezionate.

Lady Diana terrorizzata dalla regina Elisabetta?

Si è scritto tanto sul rapporto tra Lady Diana e la regina Elisabetta, ma erano davvero due donne incapaci di comprendersi? Il biografo Andrew Morton ridimensiona l’astio di cui hanno sempre parlato i giornali, definendo la principessa “terrorizzata” dalla Regina, ma solo i primi tempi della sua vita a corte. Forse la principessa era solo in soggezione. Sua Maestà, invece, la considerava inadatta al ruolo di futura regina consorte. Col tempo, però, le due divennero addirittura alleate. Diana chiese di rappresentare la royal family al funerale di Grace Kelly, nel 1982 e la Regina le diede il permesso, lodandola poi per l’atteggiamento inappuntabile tenuto durante il triste evento. Pare anche che Lady Diana, furiosa a causa della relazione tra Carlo e Camilla, avesse l’abitudine di presentarsi al cospetto di Elisabetta II senza appuntamento. La monarca, però, non glielo rinfacciò mai, anzi, insieme a Filippo la spronò a combattere per tenere in piedi il matrimonio. Forse Diana ed Elisabetta non furono nemiche. Solo, non ebbero il tempo e le occasioni di conoscersi davvero.

“La statua di Lady Diana è orribile”

Era naturale che la statua di Lady Diana non potesse piacere a tutti. Il famoso produttore Neil Crombie, dopo averla vista, ha twittato: “Mi dispiace, ma è orribile”. De gustibus, certo, ma al commento è stato messo un like niente meno che dal profilo della BBC Radio 4. Per arginare le polemiche il portavoce dell’emittente si è affrettato a chiarire: “È stato un incidente, quel like non doveva esserci ed è stato cancellato”. Poco importa. La figuraccia è garantita. Non sarebbe stato meglio se la BBC avesse spiegato il suo punto di vista, argomentando le ragioni per cui trovava la statua tanto brutta? Oppure è stato lo scherzo di qualcuno con molto tempo a disposizione? In entrambi i casi è in gioco la serietà della BBC. Non è una questione di libertà di espressione (ci mancherebbe), ma di rispetto. È ovvio che la BBC o chiunque altro possa pensare che la statua non sia un esempio eccelso di bellezza artistica, ma da un’emittente così importante ci aspettiamo che sappia andare oltre un banale, superficiale like sui social.

Il significato nascosto dell’abito della statua di Lady Diana

Nella statua che la raffigura, Lady Diana ha un look particolare e, come sempre accade per gli outfit dei royal, non è un caso. William e Harry hanno scelto di ricordare la madre così come appariva nella foto per la cartolina ufficiale del Natale 1993. Camicia celeste con scollo a V, gonna longuette blu e cintura con fibbia. Nello scatto la principessa compariva proprio accanto ai suoi figli. Una nota di Kensington Palace specifica: “Lo stile del vestito si basa sul periodo finale della vita della principessa, nel momento in cui aveva preso confidenza nel suo ruolo di ambasciatrice per le cause umanitarie e negli obiettivi che trasmettevano il suo carattere e la sua compassione". Un abito simbolico, dunque, che rappresenta uno dei frammenti di felicità di Lady Diana con i figli, dopo la separazione da Carlo, ma anche la sua nuova vita, carica di sogni e progetti, spezzata troppo presto dal destino.

Sfregio alle statue di Elisabetta II e Vittoria

Il politicamente corretto ha colpito ancora. Lo scorso 1° luglio, durante il Canada Day, nel parco situato di fronte all’edificio dell’Assemblea legislativa di Manitoba (Winnipeg, Canada) le statue della regina Vittoria e della regina Elisabetta sono state abbattute e imbrattate, in quanto considerate simboli del dominio coloniale. I nativi americani, responsabili del gesto, avrebbero agito spinti anche dal ritrovamento, nel terreno dell’ex collegio di Cranbrook, di 182 resti umani collocati in tombe senza nome. Secondo loro si tratterebbe di alcuni dei cadaveri dei 150mila bimbi indigeni che, tra l’Ottocento e il Novecento, sono stati portati via dalle famiglie e costretti a frequentare scuole gestite dalla Chiesa e finanziate dal governo, in cui avrebbero anche subìto abusi. Ma cosa c’entrano le statue? Ora che sono state abbattute, la verità è stata ristabilita? Visto che quello di Cranbrook è il terzo ritrovamento del genere in un mese, varrebbe la pena di usare la ragione e non la forza bestiale, per capire cosa è accaduto. A chi appartengono quei cadaveri? Chi li ha messi lì? Perché? Da quanto tempo? Usare la testa è più difficile, ma ripaga sempre.

Svelato il dress code del matrimonio di Harry e Meghan

Con tre anni di ritardo conosciamo le rigide istruzioni a cui dovettero attenersi gli invitati al matrimonio dei duchi di Sussex. È un’attrice di Suits, Gina Torres, a rivelarle a Variety. A quanto pare le attrici americane invitate comunicavano tramite messaggini per timore di violare, inconsapevolmente, queste regole. La parola d’ordine del dress code era “conservative”, cioè niente eccessi. Fondamentale evitare i colori nero (da lutto) e bianco (riservato alla sposa), scollature, gonne troppo corte sopra il ginocchio. Le donne si sarebbero dovute rassegnare a portare le calze, anche se ci fossero stati 40° all’ombra. Per il ricevimento, poi, era obbligatorio cambiarsi d’abito e mettere un vestito lungo. Per i social-dipendenti e gli smaniosi del selfie, poi, c’era una brutta notizia: prima della cerimonia tutti gli invitati americani, che erano arrivati su un bus privato, hanno dovuto consegnare i cellulari. Li avrebbero riavuti solo al termine della festa. Già allora Harry e Meghan erano allergici ai media.

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