Amazing Stories, la serie tv di Steven Spielberg fa ancora sognare

Steven Spielberg presenta Amazing Stories, serie tv antologica che racconta i classici della fantascienza in chiave romantica: dai viaggi nel tempo agli alieni

Amazing Stories, una dei racconti seriali fantascientifici più famosi della tv, è tornato sul servizio streaming di Apple con la firma di Steven Spielberg: il vero fan della fantascienza e della storie fantastiche può gioire di nuovo.

Amazing Stories, la fantascienza che ha fatto storia

Amazing Stories non è una novità. Si tratta di un format già adottato proprio da Steven Spielberg nel 1985 con l’originaria serie tv andata in onda sulla NBC per due stagioni. Alla regia degli episodi della prima versione di questa serie tv ci sono stati mostri sacri del cinema come Martin Scorsese, Clint Eastwood e Robert Zemeckis, alla recitazione invece star quali Kevin Costner, Mark Hamill, Harvey Keitel, Christopher Lloyd e Kiefer Sutherland. La struttura della serie, ora come allora, è antologica, seguendo in questo il precedente e storico titolo affine The Twilight Zone, con trame e personaggi diversi per ciascuna puntata.

Dopo un tira e molla che va avanti dal 2015, la serie tv è finalmente tornata a vivere, ancora una volta sotto la supervisione di Steven Spielberg e su una piattaforma, Apple TV+, che ha creato un progetto ambizioso e di assoluto prestigio. Come per la serie madre, anche in questo caso gli episodi sono autoconclusivi, di circa un’ora ciascuno, i quali raccontano una storia più fantastica che fantascientifica. Vediamo come si sta comportando la serie tv di Spielberg che si trova ora al suo quarto episodio e ci fa già capire di che pasta è fatta.

The Cellar

Il primo episodio si chiama The Cellar, cioè La cantina, e tratta dell’argomento più caro ai fan della fantascienza: i viaggi nel tempo, oltretutto argomento che lo stesso Spielberg ha già avuto modo di presentare, visto che è il produttore della trilogia di Ritorno al futuro, la saga per eccellenza a riguardo.

La storia inevitabilmente corre veloce, dando per scontato molto, dalla trama ai personaggi, eliminando ogni possibile periodo di gestazione sull’assimilazione degli incredibili eventi che accadono. Quindi, il carattere principale, Sam Taylor, mentre sta ristrutturando una vecchia casa insieme al fratello, si rifugia nello scantinato mentre fuori imperversa un violento temporale che manda fuori giri un barometro e lo catapulta nel 1919. Tra regole sui viaggi nel tempo, un amore inaspettato e inconvenienti già “scritti” nella storia, possiamo dire senza dubbio che la serie parte benissimo.

The Heat

Due giovani amiche per la pelle, la passione per la corsa e la voglia di affrontare il futuro insieme. Questo episodio è la storia di Tuka e Sterling e di uno sfortunato evento che porta prematuramente via Tuka. Ma lei, o meglio il suo spirito, è ancora presente al fianco dell’amica per capire chi è il responsabile della sua morte e come abbandonare questo stato di limbo in cui si ritrova. Le due amiche, grazie a questo contatto spirituale che le lega, capiranno meglio anche i loro reciproci sentimenti.

Una storia ancora più fantastica della precedente, in cui la fantascienza c’è poco o niente ma di cui non sentiamo la mancanza. Un’ora piacevole accompagnata anche dalle note di Max Richter con una versione della sua celebre On the nature of daylight.

Dynoman and the Volt!!

Forse il miglior episodio della serie fino ad ora. Qui il protagonista della storia fantastica è Robert Forster, attore morto alcuni mesi fa, noto per numerosi film e per il ruolo di Ed Galbraith in Breaking Bad ma anche per essere stato lo sceriffo Truman in Twin Peaks - The Return. La storia fantastica, come per le precedenti, ha una forte componente sentimentale la quale in questo caso vede legati Dylan, un giovane ragazzo con la passione per i supereroi, e suo nonno.

Quest’ultimo, inizialmente scorbutico e distante, trascorrendo sempre più tempo con il nipote e riscoprendo un lato della sua infanzia che lo accomuna con il ragazzo, diventerà un supereroe grazie a straordinari poteri che ottiene indossando l’anello di Dynoman, il paladino della giustizia che un tempo seguiva sulle pagine dei fumetti.

Signs of life

Il quarto capitolo segue il tema spirituale del secondo episodio, aggiungendoci il genere alieno, decisamente nelle corde di Spielberg se pensiamo ai suoi famosissimi film Incontri ravvicinati del terzo tipo e E.T. - L’extraterrestre.

Sara si risveglia dal coma dopo 6 anni. Alia, sua figlia, in questo periodo ha dovuto imparare a sopravvivere da sola tra lavoro e studi. La decisione di trasferirsi in un’altra città verrà presto abbandonata: deve occuparsi di sua madre, tornata pienamente cosciente. Ma Sara non è la persona di un tempo, non ricorda alcuni particolari importanti che la legavano alla figlia, ed ha invece acquisito straordinarie capacità, linguistiche e percettive, diventando in una sorta di super spia.

Il corpo può mentire mostrando un aspetto, ma lo spirito e quindi il cuore e i suoi sentimenti, no. Alia capisce subito che lo strano comportamento della madre non riguarda il periodo trascorso in coma: dentro di lei c’è qualcos’altro.

Spielberg e la sua magia

Quattro episodi per il momento e tutti e quattro pienamente in linea con quanto che ci si aspettava da Steven Spielberg. Racconti fantastici che grazie a pennellate di fantascienza, e quindi all’inspiegabile, ci portano ad affrontare i sentimenti da un altro punto di vista, con l'immaginazione di un tempo, senza però arrivare ad un vero e proprio “punto di rottura” nel suo dramma. Questa è l’unica critica che si può muovere contro Amazing Stories: non diventa mai davvero forte nella sua drammaticità, ma del resto anche gli stessi film di Spielberg rassicurano lo spettatore circa il buon esito degli eventi.

Tolto questo "difetto" sono difficilmente condivisibili le delusioni che si leggono in rete su questa serie tv, accusata di essere poco affascinante. Come detto la serie è decisamente figlia di Spielberg e della sua concezione di fantascienza romantica, presentata attraverso i classici del genere, come il viaggio nel tempo appunto. Inoltre, va sottolineato come il format antologico e la narrazione veloce di ciascun episodio rendano Amazing Stories una serie tv duttile che favorisce pienamente una visione nostalgica. Se vi fidate di Steven Spielberg e della sua magia, guardate The Amzing Stories e non rimarrete delusi.

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