Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 08:32
In evidenzaAggiornato alle ore 08:32
Cultura e Spettacoli

Amici e colleghi difendono Brizzi: "Televisione non è il tribunale"

Da chi lo conosceva incredulità dopo le accuse di molestie svelate dalle Iene

Caso Brizzi, il gip archivia l'inchiesta sul regista accusato di molestie
Fausto Brizzi sul set di Indovina chi viene a Natale?

Da una parte ci sono le donne che accusano Brizzi di molestie e chi, come l'ex Miss Italia Clarissa Marchese, racconta la sua vicenda, ricordando quella volta in cui "mi chiese di spogliarmi perché per farmi lavorare doveva fidarsi di me". Dall'altra gli amici e alcuni colleghi del regista, che nel bezzo della bufera e dopo le rivelazioni fatte alle Iene chiedono però di ragionare e attendere.

Sono pronti "a mettere la mano sul fuoco sull'innocenza del regista romano", scrive Il Messaggero. E tra di loro ci sono nomi come il collega Massimiliano Bruno, che dice di dovergli "il lavoro nel cinema" e parla di lui come di "una persona bravissima, corretta e generosa", sospendendo il giudizio in attesa che a condannare Brizzi sia la giustizia e non l'opinione pubblica.

Un'opinione condivisa anche da Federica Lucisano, produttrice italiana che ha realizzato i primi cinque film del regista. "Con me si è sempre comportato in maniera ineccepibile", spiega, aggiungendo di far fatica a "credere a tutto quello che sta emergendo".

Ed è il comico toscano Paolo Ruffini a chiedere di non giudicare "davanti alle telecamere". "Le denunce - dice - si fanno alla magistratura, la tv non può trasformarsi nella Corte d'Assise".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.