Tra amore e felicità vince la sofferenza

Guglielmo è un medico. Un uomo solo

Tra amore e felicità vince la sofferenza

Guglielmo è un medico. Un uomo solo. Da quando è stato lasciato dalla moglie, cerca la compagnia - dialettica - di una prostituta dell'Est che si è innamorata di un ragazzo ma non ha il coraggio di confessargli il suo vero «mestiere». Tra le pazienti dello specialista si presenta Francesca con una diagnosi in corso che non promette nulla di buono. L'allarme la allontana dal marito e la avvicina a Debora, anche lei stanca del suo lui di cui paventa tradimenti inesistenti. Inevitabile l'avvicinamento delle due donne che vanno oltre la collaudata amicizia e sognano il misterioso mondo della convivenza omo. Francesca deve però crescere Sergio, adocchiato dalla compagna di scuola Maria, alla quale non presta attenzione. Finché non si troverà a organizzare la «prima volta» della ragazzina scoprendo con lei una complicità nuova.

Amore e felicità, insomma, non fanno rima. E non è una novità, almeno questa. Però è il denominatore comune di tre storie intrecciate fra loro con garbo e il tentativo - riuscito - di mostrare legami diversi e fragilità che spuntano ogniqualvolta gli umani si avvicinano al cuore. Sia nella prima adolescenza, sia nell'età adulta. Tra coniugi navigati e mariti a spasso. Tutti si scoprono «malati» e, allo stesso tempo, desiderosi di guarire e far guarire. La scienza inesatta di una materia in cui nessuno capisce nulla, come lo scavo nei sentimenti, domina un film ben architettato nel suo continuo oscillare da un personaggio all'altro, alla ricerca di una quiete che le pene d'amore ostacolano. Lo amministra bene la regista che si serve di un montaggio puntuale, mirato a «raccontare» sensazioni più che a trattare una storia. Quindi, i detrattori della categoria «non succede mai nulla» siano avvisati. Non è un film per loro. Lo è invece per tutti coloro che conoscono le bizzarrie del cuore. E soprattutto sanno che la felicità è un attimo e, per arrivarci, serve - in tanti casi - una via crucis di delusioni e sofferenze.

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