"Barry", la serie pluripremiata arriva su Sky e conquista

Un killer su commissione va in crisi d’identità dopo aver scoperto il fascino del palcoscenico. Otto brevi episodi che esplorano in modo davvero inedito il sottile confine tra dramma e commedia

"Barry", la serie pluripremiata arriva su Sky e conquista

Arriva stasera su Sky la prima stagione di Barry, acclamatissima dark comedy con protagonista Bill Hader nei panni di un killer che medita di abbandonare la carriera malavitosa per darsi alla recitazione.

Hader, apprezzato stand-up comedian del Saturday Night, ha appena vinto con questo ruolo l’Emmy Award come miglior attore protagonista e figura non solo come co-autore della serie ma anche come regista dei primi tre degli otto brevi episodi che la compongono.

Per quanto il suddetto premio sia stato conquistato nel genere commedia, una collocazione così definita pare stare stretta a un prodotto particolare come “Barry”, il cui valore aggiunto, in realtà, sta nel coniugare dramma e comicità in modo insolito. È riduttivo anche parlare di semplice dramedy, perché in “Barry” gli opposti tonali vanno ad incontrarsi lungo la strada di un cinismo grottesco inedito, foriero di profondità.

Barry (Bill Hader) è un ex marine che vive nel Midwest e lavora come sicario a basso costo. Depresso, solitario e sempre più insoddisfatto della sua vita, si reca con riluttanza a Los Angeles per uccidere un aspirante attore che ha una relazione con la moglie di un boss della mafia cecena.

Avvicinatosi al corso di recitazione frequentato dal suo bersaglio, il killer in incognito viene accolto da un gruppo di attori entusiasti e di belle speranze. Impreparato a ricevere tanto coinvolgente calore, Barry si trova presto a prendere lezioni dallo stesso insegnante di questa variegata comunità di eterni emergenti, Gene Cousineau (Henry Winkler), nonché a desiderare una nuova vita sulla scena teatrale di Los Angeles. Prendere le distanze dal proprio passato però non è facile e l’uomo tenterà l’impresa impossibile di trovare un equilibrio tra il vecchio lavoro e la nuova vocazione.

Il sapore sui generis della serie si deve quasi interamente al fascino inconsueto del protagonista, quello di chi, pur preda di totale disillusione sull’esistenza, segue l’impulso atavico a sognare. Nauseato da un'esistenza vuota e violenta, Barry si addentra, non senza impaccio, in un contesto a lui sconosciuto ma in grado di regalargli soddisfazione. Non c’è senso di colpa o rimorso per i crimini commessi, perché il focus è altrove: non su eventuali problemi di coscienza bensì sulla necessità di cambiare pelle laddove la routine (di pallottole e sangue, in questo caso) ha esaurito il suo appeal. Viene da fare il tifo per lui perché è familiare la sua voglia di cambiamento, così come la paura e le difficoltà che ne derivano. L’incapacità di evadere dal giogo dell’“ultimo incarico” (che ultimo non è mai) è la stessa di chiunque voglia scendere dalla propria ruota del criceto e scommettere sull’ignoto.

L’aspetto ilare della narrazione viene invece dal cinico eclettismo del personaggio. Barry passa dalla goffa timidezza da neofita del palcoscenico alla sanguinosa spietatezza da killer di lungo corso. A divertire è la pittoresca sintesi degli opposti che si nasconde dietro la sua indole taciturna.

Ciò detto, ogni volta che si assiste a uno spiraglio di leggerezza, il registro torna a virare verso il drammatico, ricalcando proprio l’andirivieni tra le due compagini agli antipodi in cui si trova imprigionato il protagonista.

Più dello sviluppo narrativo in sé, in verità non così originale, ad andare a segno sono le caratterizzazioni dei personaggi. Nel cast spicca Henry Winkler (Fonzie di “Happy Days”), anche lui vincitore, grazie alla serie, di un Emmy come miglior attore non protagonista. Impareggiabile il suo gigioneggiare nel ruolo non solo di mentore recitativo ma di guru narcisista e un po' cialtrone, compiaciuto dell’ammirazione altrui fino ad approfittarne allegramente.

Le figure di contorno sono altrettanto riuscite: monodimensionali ma inebrianti in quel loro carnevalesco costeggiare la macchietta, costituiscono una corte di esseri umani bizzarri e vivaci nonostante, in sostanza, siano tristi e soli. Che sia durante un interrogatorio o una sfida di recitazione, si impara a conoscerli e ad amarne l’ottimismo tanto frustrato quanto indomito.

La prima stagione è disponibile da oggi alle 22.15 su Sky e NOW. La seconda lo sarà dal 3 maggio.

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