Carlo Verdone tuona contro il politicamente corretto: "Basta, è una patologia"

Carlo Verdone dal palco del Piccolo Cinema America si sfoga contro il politicamente corretto esasperato che incatena gli sceneggiatori e lancia un monito sul futuro del cinema

Carlo Verdone tuona contro il politicamente corretto: "Basta, è una patologia"

Quella di Carlo Verdone ora è una voce di rottura nel panorama cinematografico italiano. Il celebre attore e regista romano, infatti, ieri è salito sul palco del Piccolo Cinema America e ha condannato con toni duri il politicamente corretto imperante negli ambienti della sinistra, a cui strizza l'occhio anche la kermesse romana. Il protagonista di alcune delle commedie all'italiana più divertenti tra gli anni Ottanta e Novanta ha pronta una nuova produzione, che non è stata ancora portata in sala a causa della pandemia di Covid. Si vive una volta sola non verrà lanciato in anteprima sulle piattaforme di streaming come hanno fatto alcuni suoi colleghi, perché Carlo Verdone preferisce aspettare che si possano nuovamente portare i film nei cinema il prossimo anno.

Il cast del film è di quelli d'eccezione, perché accanto all'attore e regista ci sono anche Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora. È proprio prendendo spunto dal suo nuovo film, che è stato presentato in anteprima alla stampa qualche mese fa, che Carlo Verdone ha detto la sua sul politicamente corretto, puntando il dito contro i censori e i nostalgici della buoncostume. "Il mio ultimo film, permettete la presunzione, credo mi sia venuto molto bene", dice Carlo Verdone parlando alla folla, prima di spiegare cosa ha fatto scattare in lui la rabbia contro il politicamente corretto. "Quando ho fatto vedere il film, a un certo punto c'è stata una critica che mi ha fatto la critica perché c'era in primo piano il sedere di mia figlia, che aveva gli slip", spiega Verdone raccontando la scena al pubblico del Piccolo Cinema America. "A un certo punto (la critica, ndr) mi ha fatto un articolo contro: 'È disgustoso...'. Sembrava una critica del 1932, ma che cavolo è? Ma non può stare con le mutande così? A quel punto là mi sono cascate le braccia", conclude Carlo Verdone, evidentemente esasperato per il clima che si respira nel Paese.

A questo punto il regista lancia un monito: "Guardate che se continuiamo così, con questo politicamente corretto portato all'esasperazione noi avremo dei grossi problemi in sede di sceneggiatura". Secondo Carlo Verdone, infatti, il politically correct che piace tanto agli ambienti radical chic è un "errore micidiale, perché a forza di seguire il politicamente corretto, uno si sente sempre incatenato in qualche modo". Per lui, l'attività censoria in atto è fortemente limitante alla libertà di espressione, soprattutto nel mondo dell'arte. Una catena che per il regista influirà negativamente sulla qualità delle pellicole: "Faremo meno ridere, avremo meno battute, non si potrà dire nulla perché si offende quello... Sono d'accordissimo, fumiamo di meno, però ci sono delle cose sulle quali francamente non sono d'accordo."

Alla platea dell'arena del Piccolo Cinema America, Carlo Verdone ha spiegato che sono tanti i

colleghi a pensarla come lui: "Anche tanti miei colleghi iniziano ad averne un po' le palle piene di questo politicamente corretto, perché sta diventando un po' una patologia. Basta per cortesia".

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica