"La Casa di Carta 4": azione, sentimento e un piccolo distillato di saggezza

Amori, gelosie, tradimenti e rivelazioni tengono banco in nuovi episodi che, per pura sincronicità, sembrano parlare in maniera empatica allo spettatore e al suo vissuto attuale.

La stagione 4 de "La casa di carta" è in arrivo su Netflix il 3 aprile con 8 nuove puntate di cui abbiamo potuto visionare le prime cinque in anteprima.
Se avete visto la conclusione della terza serie, saprete che il Professore (Álvaro Morte) è convinto che Lisbona (Itziar Ituño) sia stata giustiziata, Rio (Miguel Herrán) e Tokio (Úrsula Corberó) intanto sono assediati nella Banca di Spagna e hanno da poco fatto saltare in aria un carro armato mentre, infine, Nairobi (Alba Flores) è stata colpita a tradimento per volere dell'ispettore Alicia Sierra (Najwa Nimri).

La quarta stagione inizia esattamente da qui, dal caos totale in cui è piombata la banda. Alzare l'asticella della tensione e dei colpi di scena diventa un'impresa se s'intende anche mantenere alta la qualità del prodotto e quel che si può dire fin d'ora è che i fan avranno accesso forse come mai prima alla sfera emotiva di alcuni personaggi. L'accento sarà sul sentimento e sulla tenuta di alcune coppie, su eventuali crisi attraversate da amori collaudati, ci saranno avance insospettabili e anche nuove storie pronte a sbocciare.
L'amore rende vulnerabili, ecco perché tra le prime regole al momento della nascita del gruppo criminale (primo episodio della stagione d'esordio) il Professore aveva imposto di non sapere il vero nome degli altri membri, di non fare domande personali e, soprattutto, di non instaurare relazioni. Eppure è proprio lui, per primo, in questa quarta stagione, a scoprirsi un uomo diverso, inerme e messo alla prova laddove è più attaccabile, nel sentimento.
Un gradevole e prolungato flashback rende nuovamente visibile Berlino, in quello che è un vero e proprio matrimonio all’italiana con tanto di cover di Tozzi e Battiato. Un colpo al cuore in più per i fan che vivono nel Belpaese.
Il faccia a faccia tra Lisbona (Itziar Ituño) e Alicia Sierra, di cui si ha un assaggio nel trailer, è destinato ad accompagnare gli spettatori per diversi episodi e si presenta come un epico "Eva contro Eva" in cui la dialettica è un'arma affilatissima e condurrà ad un coup de théâtre finale ineguagliabile.
La peculiarità è che la quarta stagione, oltre a grondare gelosie e tradimenti, ha dei dialoghi le cui perle forse sarebbero apparse meno luminose in un periodo storico diverso da quello che gli spettatori si trovano inaspettatamente a vivere.
Non che serva Berlino a ricordarci che "la cosa che conta di più è la vita", ma se aggiunge al concetto che "la morte può essere la migliore opportunità della vita" la curiosità si accende.
Anche Tokyo è malinconica e sembra parlare dritto a ciascuno di noi quando da voce narrante, suadente come sempre, afferma: "Abbiamo giorni felici da ricordare mentre aspettiamo un miracolo". E poi più avanti: "Nostalgia è scoprire che alcuni momenti del passato che non avevi mai considerato felici, lo erano".
Non solo. La prigionia dei personaggi, volontaria o meno, si arricchisce, a questo giro, di mascherine, camici e sangue. Inevitabile notare le assonanze con il presente che ci giunge dal racconto dei Media. Forse per questo motivo quando qualcuno consiglierà di "prendere per mano la paura e continuare a vivere", saremo ancora più conquistati da una storia che non a caso ha un appeal allo stesso tempo intimo ed internazionale.

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