Cicutto presidente della Biennale

Il nuovo dirigente è veneziano e proviene dal mondo del cinema

«Sarà il veneziano Roberto Cicutto il nuovo presidente de La Biennale di Venezia». Inizia così, con la sottolineatura delle origini del candidato, il comunicato del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini che ha avviato ieri la procedura di nomina del successore di Paolo Baratta che dal 2008 (dopo un primo mandato nel 1998) presiede la principale istituzione culturale del nostro paese. Baratta, che per statuto non poteva essere nuovamente nominato, ha costruito a sua immagine la Biennale riuscendo, anno dopo anno, a fare miracoli anche nel rinnovo e nell'ampliamento delle infrastrutture. Lascia dunque una fondazione solida, al passo con i tempi e molto attenta a un settore determinante come quello delle arti visive. Roberto Cicutto, classe 1948 (dopo la maturità classica da Venezia si è trasferito a Roma), è invece maggiormente legato al mondo del cinema dove ha lavorato come produttore fondando nel 1978 la Aura Film, con cui ottiene, dieci anni dopo, il Leone d'oro a Venezia per La leggenda del santo bevitore con la regia di Ermanno Olmi che diventa suo partner nella società di produzione Cinemaundici. Nel 1984 crea la Mikado Film che si trasforma in una delle principali realtà produttive e distributive del cinema d'autore in Italia.

«Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane» ha commentato Franceschini. Unanime e positivo il coro del mondo del cinema che ha accolto la nomina di Cicutto. D'altro canto il neopresidente lo è anche stato, da più di dieci anni, di Cinecittà Luce dimostrando di sapersi muovere con efficacia all'interno di una macchina statale complessa (gli studi cinematografici sono tornati in mano statale) e intessendo rapporti sempre più stretti con il mondo del cinema internazionale attraverso la promozione dei nostri film. Naturalmente ora Franceschini dovrà trovare un suo sostituto a Cinecittà Luce (si rifanno i nomi di Francesco Rutelli, Giovanna Melandri e Goffredo Bettini), mentre Cicutto dovrà nominare tutti i direttori delle varie sezioni appena scaduti o in scadenza eccetto Cecilia Alemani appena incaricata per la Biennale Arte. Sarà questo il primo banco di prova per capire come saranno i suoi rapporti con gli enti locali che hanno molta voce in capitolo.