Il cinema fa miracoli. Anche Paul Walker risorge in due film

Del giovane attore scomparso in un incidente stradale escono postumi "Brick Mansions" e "Fast&Furious 7"

Il cinema fa miracoli. Anche Paul Walker risorge in due film

La storia non è nuova. Ma è come se, ripetendosi, ci ricordasse il potere più incrollabile del cinema, immutato negli anni. Quello di rendere il volto di un attore qualcosa di autonomo e indipendente dal suo stesso titolare. Una volta entrato in quel territorio di luce, base per altezza, che è il grande schermo, lì ci resti. E ci resti come sei entrato. Di sicuro ci resterà bello e aitante Paul Walker da Glendale, classe 1973, prototipo del fusto californiano, dalla carta d'identità wasp, gli occhi azzurri che lasciano il segno e, per l'appunto, quel destino che è capitato ad alcuni, non molti ma nemmeno così pochi: quello di morire e di vedere (si fa per dire...) il tuo ultimo film uscire nelle sale. Postumo. A Paul Walker, in effetti, è toccato un destino ancora più curioso e amaro, perché i film senza di lui ma con lui saranno ben due: Brick Mansions, in uscita nelle sale l'1 maggio - remake diretto dall'esordiente Camille Delamarre a 10 anni di distanza dal francese Banlieue 13 sceneggiato da Luc Besson - e l'ultimo capitolo della saga automobilistica Fast & Furious, il settimo, atteso per il 2015. Come ormai tutti sanno, l'attore californiano (che qualcuno aveva cominciato ad etichettare come «il nuovo Brad Pitt», anche se fascino e doti attoriali dei due non si possono certo avvicinare) è morto tragicamente il 30 novembre scorso all'età di 40 anni schiantandosi a bordo di una Porsche Carrera guidata da un amico nei pressi di Los Angeles. E se per Brick Mansions le riprese erano già belle che archiviate, per Fast & Furious 7 il lavoro era solo agli inizi, tant'è che, dopo l'interruzione della produzione in seguito al tragico evento, il lavoro sul set è ricominciato ai primi di aprile, con i fratelli di Paul - Caleb e Cody - ingaggiati per sostituirlo nelle riprese a campo lungo e in velocità.

Come detto, in questo triste rito del film postumo, Walker non è certo solo, anzi può vantare qualche illustre collega che, alla storia del cinema, ha lasciato ben di più di qualche ipercinetico action-movie. Il più celebre - macabramente lo si potrebbe definire un «capostipite» del genere - è senza dubbio James Dean, anche lui vittima della strada e di una Porsche, e anche lui «risorto» poco dopo sullo schermo in due pellicole, Gioventù bruciata e Il gigante. Un altro bello e sfortunato è Heath Ledger, tornato sugli schermi dopo la morte nei film Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan (la sua interpretazione da memorabile Joker fu bagnata dall'Oscar postumo) e nel circense Parnassus, dove l'immaginifico regista Terry Gilliam pensò di inserire nella storia uno specchio magico in grado di cambiare i connotati al protagonista, e ricorrendo così a tre divi come Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell per chiudere le riprese. Nel genere d'azione tanto caro a Paul Walker può (potrebbe) dire la sua Bruce Lee, re del kung fu, apparso postumo in I tre dell'Operazione Drago, così come suo figlio Brandon Lee, deceduto per un colpo di pistola sul set de Il Corvo, un anno dopo consacrato sugli schermi di quel film con i ritocchi magici del computer.

Tra le donne, l'avvenente popstar Aaliyah non poté mai vedere (ma cinicamente sempre parlando forse, considerata la qualità del film, non le è andata troppo male) l'horror la Regina dei Dannati: l'aereo su cui era accomodata la cantante e attrice si schiantò prima che il film uscisse nelle sale. Tra i pionieri di Hollywood, Clark Gable morì prima dell'uscita de Gli Spostati, mentre un altro «grande vecchio», Spencer Tracy, tornò a farsi vivo, pur essendo morto, nella celeberrima commedia Indovina chi viene a cena?. Gary Cooper, invece, morì prima delle fine delle riprese dell'ottimo giallo anni '60 Il dubbio, ma il suo lavoro l'aveva fatto, per sollievo del regista Michael Anderson. Così come accadde al giovanissimo «bello e dannato» River Phoenix, apparso post-mortem nel western di Sam Shepard Silent Tongue.

Chiudendo ancora sul primo piano di Paul Walker, il suo BrickMansions (distribuito da Eagle Pictures) farà sospirare più di una fan: perché in coppia con l'atleta francese David Belle, inventore dell'acrobazia metropolitana chiamata «parkour» (nonché protagonista dell'originale Banlieue 13), il Nostro si trasforma in un poliziotto tutto d'un pezzo capace di entrare in un quartiere di Detroit dominato dalle gang, isolato dal resto della città. C'è da fermare uno spietato boss della droga armato, perché il troppo non è mai tale, anche di un ordigno nucleare.

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