"Relazioni tossiche e violenza: così sono entrata nel personaggio"

Ne "La Compagnia del Cigno" è Barbara. In "Nudes" è Sofia. Sono due ragazze fragili, alle prese con sfide difficili. Ma nella realtà chi è Fotinì Peluso, astro nascente del cinema italiano?

Fotinì Peluso: "Relazioni tossiche e violenza. Così sono entrata nel personaggio"

"Se parlo in modo strano, non sono rimbambita. Sto lavorando in Francia e faccio un po’ di confusione con le lingue". Così si presenta a ilGiornale.it Fotinì Peluso, 22 anni, astro nascente del cinema italiano e non solo. Solare, fresca e ironica come "Micol", il personaggio che ha interpretato nella fiction Rai "Romanzo famigliare" quando aveva 17 anni. Il primo ruolo, quello che si ama a prescindere e che non si scorda mai, un po’ come il primo amore. "Mi piaceva molto quel personaggio – racconta -. In fondo è anche quello che mi somiglia di più. Come spirito mi sento vicina a lei".

Da quella interpretazione è passato tantissimo tempo. Ha recitato per il grande e piccolo schermo e ha conosciuto altre parti di sé. "Spesso ho impersonato dei personaggi molto 'allegri'– ironizza –. Forse perché sono brava a piangere. Mi piace vivere la mia vita come una tragedia". Continua a ridere.

Nel 2018 conosce il successo con "La Compagnia del Cigno": diventa Barbara, una persona "molto dura e determinata con grandi ambizioni", forse troppe, che la rendono a tratti frustrata e fragile. "Ho molto anche di Barbara, compresi gli aspetti negativi", ci dice Fotinì Peluso. È quasi difficile credere che anche lei, "luminosa" di nome e di fatto (Fotinì è un nome greco che ha proprio questo significato), abbia dei lati oscuri. In questa seconda stagione de "La Compagnia del Cigno" le debolezze di Barbara esplodono: si trova a vivere una relazione tossica, fatta di manipolazione, solitudine, violenza psicologica e fisica.

Qual è stata la sua prima reazione leggendo il copione?

"Mi sono detta: 'Tutto bello, ma come la facciamo questa cosa?'. Avevo paura di non riuscire a rappresentare le vittime di relazioni tossiche. Sentivo una grossa responsabilità. Barbara era un personaggio complicato, con uno svolgimento duro e intenso. Il suo carattere, accostato a quello di Lorenzo, il mio nuovo fidanzato nella serie, diventa una miscela esplosiva. Ci sono persone che fanno uscire il peggio di noi. È il gioco della vittima e carnefice: in alcuni momenti Lorenzo la appiattisce, in altri la eleva a unica certezza. Lui è convinto di amarla profondamente, come se fosse l’unica donna possibile. La stessa contraddizione la vive Barbara. Lei ha bisogno di questa dipendenza perché anche lei acquisisce un certo potere e fuori dalla coppia non sente nulla".

Come ha preparato questo ruolo?

"Mi sono andata a documentare per capire in cosa si concretizzasse il narcisismo patologico di cui soffre Lorenzo. Sono dinamiche con cui tutti abbiamo avuto a che fare nella vita quotidiana, ma non ai livelli di Barbara. Quella è un’estremizzazione di quello che accade in un amore adolescenziale che non viene gestito bene. Io ho preso spunto nel mio piccolo da cose molto più semplici e meno gravi, che potevano essere ricondotte a un atteggiamento simile".

Qual è la scena di questa stagione che l’ha messa maggiormente alla prova come attrice e donna? Io ne ho una in mente…

"Immagino sia quella del balcone. Eravamo alla fine del set, quindi già masticavo il personaggio e tra me e Giacomo del Papa, l’attore che interpreta Lorenzo, si era creata un’empatia notevole. Nella scena dovevamo toccarci e spingerci, ma dopo aver girato, tornavamo a ridere. La difficoltà maggiore è stata quella di reprimere il mio essere, perché sono impulsiva e se qualcuno mi tocca in quel modo, mi viene naturale reagire. Personalmente, ho trovato molto più complicata la scena in cui lei riesce ad aprirsi con i suoi amici. Era difficile pensare che una persona che subisce tali violenze riesca poi a parlarne".

Che ricordo ha Fotinì del suo primo amore?

"Ahia! Non so ancora se è finito. Avevo 17 anni quando l’ho conosciuto. Tutti pensano che il primo amore sia unico. Anche io. È stato travolgente. Quando alla fine del liceo sei una persona abbastanza grande e indipendente e ti arriva questa cosa, ti cade in testa e non sai come gestirla. Non credi prima di allora che esista una forza così grande da spingere due persone a stare insieme. È un’energia magnetica, cosmica che ti può elevare molto in alto, come prosciugarti".

Sulla piattaforma di Rai Play, è possibile vederla anche in "Nudes", dove interpreta Sofia, un’adolescente vittima del revenge porn. Perché è importante parlare nel 2021 di questo fenomeno?

"Finalmente se ne parla e nel modo corretto. Dopo il Me too, si è discusso molto di ogni violenza a livello sessuale, ma forse in maniera troppo superficiale e confusionaria. Statistiche alla mano, le vittime sono principalmente donne. 'Nudes' però fa un passo in più: mostra anche la parte del carnefice, che spesso è un altro ragazzo. È interessante far capire come la società attuale porti alla nascita di questo fenomeno e che può coinvolgere anche le persone apparentemente più pure. Attualmente ci siamo resi conto che a scuola e in famiglia l’argomento non è affrontato come si deve. Gli stessi adulti andrebbero educati all’utilizzo dei social, così che possano presentare questo mezzo ai ragazzi e guidarli".

Che rapporto ha con i social?

"Pessimo. Sono distanti dal mio modo di essere. È però uno strumento potentissimo: ha una certa utilità rispetto all’immagine e ai messaggi che si vogliono trasmettere. Ho aperto un profilo pubblico dove posto quasi esclusivamente contenuti di lavoro. Poi ho un profilo privato, che condivido con i miei amici dai tempi del liceo".

C’è una cosa che mi ha lasciato l’amaro in bocca dalla visione di "Nudes" (penso fosse voluto): Sofia non denuncia quanto accaduto. Quanto è importante denunciare secondo lei?

"È un argomento delicato. Io personalmente penso che sia importantissimo e che vada fatto. Ma denunciare non è obbligatorio: la vittima deve gestire il suo trauma come crede. Se non è funzionale per lei denunciare, non è necessario. Nel caso di Sofia, ad esempio, non voleva affrontare un processo, il carnefice era una sua amica. Quindi preferisce andare avanti, sapendo di essere più consapevole".

Barbara ha la Compagnia del Cigno, Sofia viene tradita proprio dalla sua migliore amica. Cos’è per lei l’amicizia? Ha una comitiva? È mai stata tradita da un amico?

"Non credo di essere mai stata tradita. Questo vuol dire che ho scelto bene i miei amici. Sono circondata da persone positive e splendide. Non ho un gruppo fisso: ho amici sparsi per l’Italia e la Francia. Ho capito davvero il valore dell’amicizia durante la pandemia: le videochiamate sono state dei toccasana. Ho preso coscienza che gli amici sono lì e si preoccupano per me".

Che rapporto ha con il suo corpo?

"Sta migliorando. Ho avuto una fase al liceo in cui mi sono scontrata con il cambiamento, e ho iniziato a farmi delle paranoie. Sui social ci viene proposta un’immagine completamente distorta di quello che è il corpo della donna e la sua bellezza. Durante il periodo universitario, ho viaggiato molto e conosciuto persone con pensieri e approcci differenti. Ho capito che il mondo è bello perché è vario. Se mi guardo e qualcosa non mi piace, mi dico che non sarò mai uguale a qualcun altro e va bene così".

In "Nudes" e ne "La Compagnia del Cigno" ha affrontato scene di nudo. È una cosa che la imbarazza?

"Mentre nella vita privata c’è stato un periodo in cui avevo difficoltà ad accettarmi, sul lavoro non è mai stato così. Le scene di sesso mi vengono naturali. Forse perché entro in empatia con gli attori con cui recito. C’è sempre stato rispetto e non si sono mai create scene ambigue e di imbarazzo. Sono molto trasparente, mi piace parlare e dire quello che mi va e non mi va. È importante non avere tabù".

Qual è stato il primo lavoro post pandemia? Com’è stato tornare sul set?

"Ho girato una pubblicità con Fabrizio Ferri. È stato un lavoro pazzesco. L’idea era quella di mettere in scena una realtà quotidiana che sembrava quasi distopica, ma era la nostra vita prima del Covid. Rimetterla in scena, in quella chiave, come un messaggio di salvezza, è stato bellissimo. Mi ha fatto riassaporare la voglia di uscire di casa e di sentirmi libera, amare e supportare il prossimo. Era il messaggio che serviva dopo il lockdown".

Quali sono i prossimi progetti?

"Sto girando in Francia la seconda stagione di una mini serie: parla di una rapina. È un progetto low budget, fatto da ragazzi super entusiasti e motivati. Li adoro. Appena torno a Roma devo girare dei cortometraggi e un film, ma non posso dire nulla".

Un sogno nel cassetto?

"A breve tempo, trasferirmi a Parigi. In generale quello di essere felice. La ricerca della felicità è una costante".