Fazio? Un allevatore di Sardine

A "Che tempo che fa" Santori&Co hanno trovato il loro habitat naturale. Ospitate, collegamenti e tifosi in studio...

Fazio? Un allevatore di Sardine

A Che tempo che fa non c'è solo Lucianina Littizzetto come presenza inprenscindibile. Al gruppetto del salotto di Rai Due si è unito anche Mattia Santori, leader delle Sardine. Alla corte del conduttore le sardine crescono bene perché si sono assicurate una gran cassa che di fatto veicola il messaggio di Santori&Co. Infatti da quasi due mesi a questa parte tra ospitate in studio, collegamenti con la piazza e "amici" della galassia di Santori, l'esposizione mediatica delle Sardine a "casa Fazio" è stata incessante. Il debutto è avvenuto lo scorso 1 dicembre con sgabello davanti all'acquario per una chiacchierata tra amici tra lo stesso Santori e Fazio. E così Santori in quella occasione ha dichiarato che il suo movimento è "il nemico numero uno del populismo di destra".

Il tutto senza un contraddittorio e senza alcun rilievo da parte del conduttore. Nel corso della puntata dell'1 dicembre poi c'è stato spazio anche per gli altri tre componenti delle Sardine che hanno goduto della vetrina offerta da Fazio. Ma non finisce qui. Infatti passa qualche settimana e a pochi giorni dal voto in Emilia Romagna, Fazio si collega con la piazza di Bologna per la grande sardinata elettorale. In video chi c'è? Ancora una volta Mattia Santori che articola il non-pensiero sardino in prima serata e sotto elezioni. Anche questa volta il conduttore resta in silenzio e annuisce. Ma in queste settimane tra dicembre e gennaio la retorica da sardina non è stata dispensata all'interno del salotto di Fazio solo da Santori in persona. C'ha pensato anche Lucianina Littizzetto nei suoi monologhi a tenere alta l'attenzione sul movimento con battute e "letterine" tutte dedicate alla presa in giro su Salvini ponendo come contraltare la bontà di Santori. Ma la squadra "sardinante" che si aggira tra le poltrone di Che tempo che fa ha messo a segno un altro colpo ieri sera. In studio arriva Walter Veltroni e immediatamente scatta il "peana" per i pesciolini. Non usa giri di parole e l'ex sindaco di Roma afferma: "Il movimento delle Sardine - ha detto Veltroni - va rispettato, va seguito con discrezione per evitare di usare strumentalmente questi ragazzi che sono una meraviglia perché quando dei ragazzi prendono su di sé non solo il desiderio di partecipare nella vita pubblica ma quello di contrastare questo clima di odio insopportabile, nel quale siamo tutti precipitati, questo è un buon giorno per la democrazia". Insomma ormai Che tempo che fa è diventato "Che Sardina che fa". E molto probabilmente l'acquario della scrivania di Fazio cambierà presto i suoi inquilini per far spazio ai pesciolini anti-Salvini.

Intanto le Sardine devono incassare due colpi duri. Il primo arriva da Roma dove il leader dei movimentisti capitolini, Ogongo annuncia la scissione: "L'incontro che i fondatori delle Sardine hanno avuto con Luciano Benetton è stato sbagliato, inopportuno. Un errore politico ingiustificabile, ma solo l'ultimo degli errori che Santori, Morotti, Trappoloni e Garreffa hanno commesso nelle ultime settimane. Da questo momento le Sardine di Roma non fanno più riferimento ai 4 fondatori di Bologna e alla struttura che stanno creando". Poi la stoccata di Micromega con Flores d'Arcais: "Gridare alla strumentalizzazione e all'ingenuità non è un bel rispondere alle sacrosante critiche. Evoca sentori di politica stantia". Infine l'affondo che ha il sapore della profezia: "In nome di un essere non divisivi che assomiglia troppo al non dispiacere a nessuno, rischierete di cominciare ad estinguervi". Schiaffi duri da digerire. Salvo rifugiarsi in un porto sicuro. Da Fazio, l'allevatore di Sardine.