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È stato un mito per intere generazioni di amanti dei manga e di tutto ciò che viene dal Sol Levante, nonché il creatore di una delle serie a cartoni animati più famose del mondo. Quindi è normale che la sua scomparsa abbia creato cordoglio un po' ovunque. È morto qualche giorno fa, ma si è saputo ieri, Monkey Punch (vero nome Kazuhiko Kato) il creatore di Lupin III, il ladro gentiluomo ispirato all'Arsenio Lupin di Maurice Leblanc. Punch, che iniziò come dilettante di genio, prima di diventare un disegnatore di successo era impiegato come radiologo presso l'ospedale Kushiro Red Cross; esordì nel mondo del fumetto nel 1965. Già due anni dopo diede vita alla serie Lupin III sulle pagine di Manga Action, rivista della casa editrice Futabasha. La serie e i suoi personaggi raggiunsero la popolarità nel 1971, grazie all'adattamento animato. Monkey Punch non seguì direttamente la realizzazione delle serie televisive, diceva che il disegno dei cartoni animati era troppo per lui. Ma vigilò costantemente che il personaggio mantenesse le caratteristiche con cui lo aveva pensato. In Giappone era considerato, in strisce o alla tv, un prodotto per adulti. A partire dal personaggio della conturbante Fujiko Mine. In Italia fecero confusione e le serie di cartoni animati finirono in quella che oggi sarebbe fascia protetta. I ragazzi di allora ringraziano per la serie animata che ha regalato loro le prime emozioni forti. Il mondo è un po' più vuoto senza questo mite ed occhialuto giapponese dalla fantasia sfrenata. Capace di creare trame rutilanti e scollacciate.

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