Hollywood, stop ai filmoni. E la Cina li vuole più corti

L'attesissimo "Tenet" rinviato a data da destinarsi. Negli Usa ha riaperto soltanto una sala su cinque

Hollywood, stop ai filmoni. E la Cina li vuole più corti

Ma insomma, il cinema è morto per Covid o è solo svenuto per il caldo? Nelle more d'una ripartenza post-pandemia, Hollywood perde miliardi, sia perché lo streaming e i film su piattaforma stanno avendo un incremento esponenziale, sia perché non ci sono titoli. Latitano soprattutto i cosiddetti titoli medi, quei film a metà strada tra il blockbuster e il flop, buoni a tenere in piedi il grande schermo. Se ormai è risiko sul video on demand, con Disney, Warner e NBCUniversal in armi a colpi di costose produzioni originali, gli studios mordono il freno per scendere in campo. Soprattutto dopo aver cambiato strategie, man mano che il Covid faceva strame del pubblico in sala buia.

È il caso del sequel animato Trolls World Tour, che il 10 aprile Universal ha portato in tutto il mondo via Premium vod, quando invece doveva uscire in sala. Da noi, è un caso da manuale il film di Carlo Verdone Si vive una volta sola: dopo una prima ipotesi di mandarlo in streaming, per sfruttarlo, si è deciso di attendere tempi migliori. E già si parla di sovraffollamento dei teloni bianchi, tra settembre e novembre, quando i rimandati si affacceranno alla cattedra delle promozioni. Magari per racimolare quattro lire tra i non disaffezionati al rito dell'uscire di casa per andare al cinematografo. In ogni caso, i film hollywoodiani da oltre 100 milioni di dollari continueranno a uscire sul grande schermo, nonostante l'evidente declino delle sale. Anche se si parla di fine del filmone, lo sbanca-botteghini classico viene aspettato con ansia. E chi se ne frega se il comune di Madrid finanzia un cinema mobile, per le persone che guardano i film dal loro balcone, oppure se a Vilnius l'aeroporto ospita un enorme drive-in. Si tratta di baracconate pro tempore.

Per rispondere alla domanda se il megafilm scomparirà nell'era digitale, mentre Amazon e Netflix puntano sulle serie gradite ai più giovani, che non badano alla grande star, dito puntato su Tenet, un thriller fantascientifico firmato da Christopher Nolan e considerato l'occasione numero uno per rimettersi in pista. Ebbene, Toby Emmerich, presidente della Warner Bros., casa produttrice e distributrice del kolossal con Robert Pattinson e John David Washington (figlio di Denzel), ha appena annunciato che «viene rimandato a data da destinarsi». Prima il concupito sci-fi doveva uscire il 17 luglio, poi il 31, infine il 12 agosto. Ma è fumata nera anche sull'ultima data: chi vuol prendersi la responsabilità di attizzare focolai negli States flagellati dal Coronavirus? Tanto più che soltanto un quinto delle sale degli Usa è in funzione. «Questi tentennamenti mi dispiacciono, ma è evidente che in un momento come il presente, non si possono prendere decisioni», dice Nolan, qui al suo undicesimo titolo e al suo primo film dopo Dunkirk (2017). Sarà, ma nel frattempo la Cina, nelle cui sale è possibile vedere Tenet, manda a dire che il kolossal dura troppo. Là, infatti, dopo il virus le proiezioni non devono superare le dure ore, per legge. Da oggi i cinesi possono godersi Dolittle della Universal (101 minuti) e poi Bloodshot della Sony (109 minuti). Ci starà Nolan a tagliare il suo film, tanto più che in Cina fa ottimi incassi? Interstellar, per esempio, ha incassato 122 milioni di dollari dei 680 cumulati al box-office mondiale. Pollice verso e non per motivi politici, bensì sanitari. Anche se, come l'Italia insegna, i governi usano lo spettro sanitario per dominare indisturbati.

Poi c'è il caso di Mulan, restando in tema sinologico: la Disney ne rinvia l'uscita dal 27 marzo e ora pare che il 21 agosto il live action di Niki Caro vedrà la luce. Sempre che i vertici di Disney non decidano di posticipare ancora l'epopea della leggendaria guerriera cinese, giovane donna impavida che rischia tutto per amore della sua famiglia e del suo Paese, diventando uno dei più grandi guerrieri che la Cina abbia mai conosciuto. L'estate 2020 è destinata a fare a meno dei blockbuster, visto che negli Usa la stagione estiva inizia il 31 luglio, con il decimo anniversario del kolossal Inception, e finisce il 4 settembre, quando Paramount distribuirà A Quiet Place. Part II. Anche se l'ultimo 007, No Time to Die, dice che non c'è tempo per morire (così la canzone di Billie Eilish), il famoso agente segreto resta al palo fino al 12 novembre.

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