Joaquin Phoenix sull'emergenza Coronavirus: "Svuotate le prigioni!"

Joaquin Phoenix, premio Oscar per Joker, si è rivolto al governatore dello stato di New York per chiedere la grazia ai carcerati per evitare il contagio da Covid-19

Fresco vincitore del premio Oscar per la sua interpretazione in Joker, Joaquin Phoenix ha deciso di dire la sua su una situazione che, negli Stati Uniti, è legata alla diffusione del contagio da Covid-19. In un video pubblicato in esclusiva dalla testata TMZ, infatti, Joaquin Phoenix si rivolge direttamente al governatore Andrew Cuomo, pregandolo affinché venisse mostrata clemenza alle persone nelle carceri. In altre parole, l'attore sta chiedendo al governo dello stato di New York di "svuotare le prigioni".

Nel video Joaquin Phoenix pone l'accento su come in prigione: "non sia possibile effettuare il distanziamento sociale e le norme igieniche, semplicemente, non sono un'opzione". Poi l'attore, impegnato con Rooney Mara, continua la sua richiesta dicendo: "Dobbiamo fare tutto quello che possiamo affinché le persone che sono incarcerate e coloro che lavorano nelle carceri non si ammalino, diffondendo il virus".

Nel rivolgersi direttamente ad Andrew Cuomo, Joaquin Phoenix conclude:"La vita di molte persone dipendono dalle sue azioni". Nel suo brevissimo intervento, l'attore non fa riferimento a quali prigionieri si rivolge quando chiede il rilascio immediato. Tuttavia l'intervento dell'attore rientra in quelli fatti per la campagna volta a far uscire di prigione gli anziani. Il messaggio conclusivo dell'attore è diretto e determinato: "Nessuno merita di morire da solo in prigione per il Covid-19".

Secondo quanto riporta sempre TMZ, Andrew Cuomo, per mezzo della sua segretaria Melissa DeRosa, ha fatto sapere che sono già in atto delle manovre per far uscire di prigione coloro che non hanno commesso crimini violenti o sessuali e che abbiano più di 55 anni. In aggiunta potrebbero uscire anche coloro a cui mancano solo 90 giorni da scontare sulla propria pena detentiva.

Sulla capacità di diffusione del coronavirus nelle carceri negli Stati Uniti si è già parlato, proprio perché la situazione dei detenuti è tale da non permettere le linee basi da seguire per arginare il contagio. Ne è stato una prova Harvey Weinstein, che proprio in prigione, dove dovrà rimanere per 23 anni, ha contratto il virus, prima di essere costretto a due settimane di isolamento.

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