Johnny Depp presenta “Puffins” e regala lezione di vero divismo

Alla Festa del cinema di Roma l’attore, bloccato in hotel dalla ressa dei fan, ha accumulato un ritardo mostruoso ma ha poi saputo farsi perdonare come fosse la cosa più facile del mondo

Johnny Depp presenta “Puffins” e dà lezione di vero divismo

In ostaggio di Johnny Depp. Così nella giornata di oggi si sono ritrovati i giornalisti accreditati alla conferenza stampa cui era atteso l’attore alla Festa del Cinema di Roma. Due ore e mezza di ritardo sull’orario ufficiale non passano inosservate e il nervosismo ha serpeggiato a lungo, così come si sono sprecate invettive ora in direzione di un concetto di divismo fuori tempo massimo perché ritenuto irrispettoso, ora verso i responsabili dell’organizzazione. Non ha una logica, infatti, lasciare addetti ai lavori bloccati senza informazione alcuna e con altre proiezioni in programma ad attenderli, con l’unico parametro di qualche soffiata via social circa la situazione fuori dall’hotel da cui Depp, causa assedio dei fan, non si decideva a partire.

Un preambolo ininfluente se non servisse a dipingere uno degli attributi fondamentali del vero divismo: la capacità superiore di pochissimi eletti di farsi perdonare qualunque cosa o quasi e di cancellare in un lampo il malcontento pregresso. Ecco, Johnny Depp in questo senso è un divo con la maiuscola: una volta apparso, ha da subito trasudato affabilità e simpatia, mostrandosi alla mano come solo i grandi sanno fare e, che recitasse o meno, ha funzionato.

L’occasione dell’incontro con la stampa è stata la presentazione di “Puffins”, una web-serie dedicata ai più piccoli e nella quale Johnny Depp presta la voce al protagonista.

Nato come spin-off di un lungometraggio di successo, “Arctic – Un’avventura glaciale”, “Puffins” racconta le avventure di un gruppo di simpatici uccellini in episodi numerosissimi e della durata di cinque minuti ciascuno, indipendenti l’uno dall’altro e dotati di piccolo messaggio edificante relativo a temi come l’auto-accettazione, l’uguaglianza di genere e la lotta all’inquinamento.

“Puffins”, disponibile su Apple TV e Amazon Prime, è una produzione che vede coinvolti oltre 140 italiani, tra esperti d’animazione e maestranze variamente assortite, per quasi metà di sesso femminile. Un modo di declinare il Made in Italy in eccellenza cinematografica destinata a essere esportata in novanta paesi nel mondo.

Accompagnato dai produttori, Andrea Iervolino e Monica Bacardi, Johnny Deep ha imbastito l’intero suo intervento su una serie di piccole gag improvvisate con la traduttrice. L’attore americano è stato un fiume di parole ma si è espresso in maniera placida, con ritmo e voce suadenti. Ha ripercorso come abbia fatto sua, in questa occasione, la sfida del grande cinema muto, quello dei capolavori firmati da Keaton e Chaplin, tentando di comunicare senza poter ricorrere alle parole. Depp in questa versione particolare di doppiatore si è cimentato infatti nella creazione di una lingua nata dal miscuglio di quello che è il reale verso della pulcinella di mare e i suoni più tipici del bambino durante la fase della lallazione. Non risulta difficile credere si sia appassionato in maniera naturale all’impresa. L’allure magico che rende Depp un unicum sembra infatti nascere dalla compresenza di una giocosa espressività infantile e di una voce profonda atta a dispensare concetti semplici e maturi. Un dualismo tra eterno ragazzo e navigato uomo di mondo espresso fin dall’outfit, in parte piratesco, con cui l’attore si presenta da tempo. Inutile dire che, come chi non intende smettere di giocare, l’attore a fine conferenza stampa si è intrattenuto più a lungo possibile per porgere la mano a chi, ascoltandolo e sorridendo di siparietti creati con il solo uso di un microfono, un bicchiere e tanta voglia di prendersi poco sul serio, era oramai diventato per lui una sorta di compagno di bricconate. O almeno così è riuscito a far sentire gli astanti, lusingati di cotanta, reale o fasulla poco importa, semplicità.

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