L’arte e la bellezza ai tempi del coronavirus

A causa del coronavirus l’Italia sta attraversando un momento difficile, ma può uscirne con pazienza, forza, buona volontà e con ciò che contraddistingue il nostro Paese, la bellezza, la cultura, l’immenso patrimonio di sapere che possiamo consultare anche restando a casa

Il coronavirus è un nemico subdolo. Non lo vediamo, per il momento non abbiamo alcun tipo di difesa contro di lui, se non quella isolarci il più possibile, di rimanere in casa in modo da soffocare la carica aggressiva di questo virus per sua natura molto “mondano”. Dobbiamo sbattergli in faccia la porta delle nostre case, costringerlo a vagare da solo nel nulla (un nulla relativo, perché non è possibile rimanere completamente fermi per giorni e giorni) fin quando non se ne andrà. Da parassita quale è ha bisogno di noi per vivere. Non regaliamo il nostro corpo a questo inquilino abusivo e pericoloso con comportamenti troppo leggeri (per esempio, evitiamo i raduni dei Puffi come quello in Francia).

Insomma, dobbiamo essere responsabili, perché in gioco c’è la vita di tutti e mai come in questo momento dobbiamo essere uniti e fare appello anche a un po’ di senso patriottico (e non dovremmo ricordarcelo solo nei tempi difficili). Ciò non significa rinunciare a vivere. Ci sono due cose che contraddistinguono il nostro Paese e sono la bellezza e la cultura. Ai tempi del Coronavirus è ancora possibile riempirci gli occhi e il cuore della grazia delle opere che ci hanno lasciato quanti hanno attraversato le nostre città prima di noi.

Come spiega Vanity Fair i grandi musei e i luoghi più belli del nostro Paese stanno postando online i capolavori italiani in modo che tutti possano vederli senza spostarsi da casa. La campagna contro il Coronavirus è accompagnata dall’hashtag #iorestoacasa ed è un modo per far circolare la vita attraverso la bellezza e la conoscenza. L’iniziativa sta attraversando le bacheche di tanti artisti italiani come Ligabue, Fiorello, Jovanotti e Tiziano Ferro.

Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Franceschini ha chiesto ai musei di condividere le opere che per il momento non possiamo andare ad ammirare di persona e alle televisioni di mandare in onda programmi di cinema, teatro e musica. Molti luoghi di cultura hanno aderito alla proposta e altri si stanno aggiungendo in queste ore: il Colosseo, Pompei, gli Uffizi, il Museo Egizio di Torino, Palazzo Barberini, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, i Musei Reali di Torino, il Palazzo Reale di Napoli, il museo d’Arte Orientale di Venezia, il parco archeologico dei Campi Flegrei e molti altri.

Non dimentichiamo, poi, che Internet offre molte risorse online di grande spessore. Se, per esempio, vi piace la matematica o siete studenti che devono ripassare qualche argomento un po’ più ostico, esiste l’ottimo sito YouMath che parte delle basi dell’algebra, della geometria, della fisica per poi arrivare ad argomenti più complessi. Se, invece, siete interessati all’astronomia, ma a causa dell’inquinamento luminoso e anche del divieto di stare in casa non potete concedervi un’osservazione all’aperto, c’è l’applicazione Stellarium che mostra il cielo in 3D e spiega i nomi, i dati e le posizioni delle costellazioni. Se vi piacciono i temi scientifici e storici di sicuro conoscerete i siti di National Geographic, Le Scienze, Storica National Georgraphic e Focus che oltre alle note riviste si dedicano anche agli approfondimenti sul web.

Questi non sono che alcuni esempi tra i più famosi. Cambiare abitudini di colpo, dover stare il più possibile in casa non è facile, ma potremmo utilizzare questi giorni per fare qualcosa di nuovo, di diverso, che ci migliori. Spesso ci lamentiamo di non avere abbastanza tempo da dedicare a noi e alle nostre passioni. Ora, piaccia o meno, questo tempo c’è (anche se avremmo preferito circostanze diverse). Non perdiamolo e non sprechiamolo a deprimerci. Per citare il David di Michelangelo, anche noi siamo una specie di Davide in lotta contro Golia. Forse in pochi scommetterebbero su di noi, in apparenza piccoli e indifesi. Eppure Davide ha vinto e per un motivo molto semplice. Prima della fionda usava la testa e contava su se stesso.

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