Maneskin, quando il rock paga: boom del fatturato

Nel 2021 la band romana ha realizzato un fatturato di oltre 2 milioni di euro grazie al successo mondiale ottenuto negli ultimi dodici mesi

Maneskin, quando il rock paga: boom del fatturato

I Maneskin non si fermano più e il conto in banca lievita. Damiano, Victoria, Ethan e Thomas stanno facendo la storia nel segno del rock italiano e gli incassi dell'ultimo anno di attività ne sono la riprova: + 2 milioni di euro fatturati nel 2021 rispetto all'anno precedente (+1,5 rispetto al 2019) e 3,5 milioni di euro in cassaforte. Cifre che fanno impallidire considerando che fino al maggio 2021 i Maneskin erano conosciuti solo in Italia.

La band romana ha saputo sfruttare al meglio la vittoria dell'Eurovision song contest 2021, cavalcando l'onda del successo grazie al brano "Zitti e buoni". Dal palco dell'Esc, infatti, i Maneskin si sono fatti conoscere in Europa e in America e gli introiti solo lievitati esponenzialmente. Secondo una stima fatta dal Corriere della sera, nel 2021 i quattro ragazzi di Roma hanno realizzato un fatturato di oltre 2 milioni di euro con la Maneskin Empire (la società di produzione musicale della quale detengono il 25% di quote ciascuno) contro i 20mila del 2020 (l'anno del Covid) e i 577mila euro del 2019 con un utile pari a 210mila euro. E il conto in banca sfiora i 3,5 milioni di euro. Una somma ragguardevole vista l'età media dei componenti del gruppo: 22 anni.

Alle loro spalle, a fare quadrare i conti e a gestire la loro immagine, ci sono due figure di riferimento: Alessandro De Angelis, il padre di Victoria, e Fabrizio Ferraguzzo, ex Sony e direttore di X Factor, oggi loro manager. E se il buongiorno si vede dal mattino, il 2022 si annuncia ancora più redditizio per i Maneskin. Il tour italiano è sold out da mesi e la tournée estiva nei festival in giro per il mondo è fitta di impegni. A ottobre, poi, inizierà il tour mondiale che li porterà a girare l'America in lungo e in largo. Senza considerare i diritti, il merchandising, le ospitate e i proventi di vari progetti, come la partecipazione alla colonna sonora del film "Elvis", per il quale la band ha realizzato la cover di "If i can dream".

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