Scontro Dirisio-Carta sul caso delle magliette: "Hai scritto queste cose?"

Marco Carta ha risposto alle critiche ricevute da Luca Dirisio, il quale lo accusa di spettacolarizzare l'affaire "La Rinascente" in tv

“Siate gentili con me e con questo disco, nei vostri articoli” ha esordito così Marco Carta, nella sua ultima intervista concessa a "Il fatto quotidiano". Nell'intervista promozionale per il nuovo disco "Bagagli leggeri" e del libro "Libero di amare", Carta ha rilasciato alcune dichiarazioni sul conto dell'affaire "La Rinascente" e ha risposto alle critiche ricevute da parte di un collega. Parliamo del cantante del tormentone estivo "Calma e sangue freddo", Luca Dirisio.

Marco dovrà affrontare a settembre il processo per "furto aggravato in concorso" . E la donna e amica che era con lui, al momento del furto a "La Rinascente" di 6 magliette del valore complessivo di 1.200 euro, invece è stata accusata in prima persona. Incalzato da "Il fatto" sul suo arresto non convalidato dal giudice di Milano, l'ex allievo di Amici di Maria De Filippi ha dichiarato: "Non vedo l’ora che arrivi settembre per poter affrontare finalmente tutta la questione e poter urlare al mondo ancora di più la mia innocenza. Quando si è diffusa la notizia in un primo momento c’è stato un panico generale, ma immediatamente dopo la decisione del giudice tutti si sono calmati. L’idea di slittare la promozione del disco e del libro, a cui ho aggiunto il capitolo sul furto mentre stava andando in stampa, non sarebbe stato giusto nei confronti dei fan e di quelli che lavoravano a questo progetto da mesi”.

Marco Carta risponde alle critiche degli internauti

Il caso di cronaca che vede Carta coinvolto in prima persona è stato ampiamente discusso sui social-network e non solo dagli utenti comuni. In particolare, il cantante di "Calma e sangue freddo", Luca Dirisio, sembrerebbe aver perso la calma per il caso "La Rinascente", accusando Marco di voler spettacolarizzare l'accaduto a "Live: non è la d'Urso", il format condotto da Barbara d'Urso: “Cultura e giornalismo! Anche se ti fosse successo qualcosa, ma vai in tv per raccontare ste cose alla D’Urso? Come fosse la corte suprema! Booooooooo!”.

La risposta di Marco Carta al commento di Dirisio, alla fine, è arrivata:“Non mi sono mai permesso di rivolgermi così ad un collega. Queste parole lasciano il tempo che trovano, ciccia Dirisio! Però mi hanno fatto male altre cose e secondo me bisognerebbe fare un patentino per scrivere sui social. Non è possibile che si possa dire di tutto, bestemmie insulti, pesanti a muso duro. Ho attraversato un momento di grande fragilità. Poi ci sono dettagli che mi hanno fatto sorridere come dei meme dedicati a me sul furto, molto divertenti sui social. Altri erano veramente messaggi privati pesanti. Anche la stampa stessa si è sprecata con titoli molto duri. Ma si sa che, a volte, il titolo è solo un acchiappaclic…”.

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