Marco Maisano di "Piacere Maisano": "Parlo di immigrazione e complottisti e vorrei intervistare il Papa"

Abbiamo intervistato Marco Maisano, giornalista e conduttore di Piacere Maisano, che ci ha raccontato i reportage dal suo punto di vista

Piacere Maisano è una delle più intriganti proposte televisive degli ultimi anni, una scommessa vinta da Marco Maisano, ora in onda ogni mercoledì su Tv8 con la seconda stagione. Il programma, prodotto da Endemol Shine Italia accompagna gli spettatori attraverso le tendenze e i temi più caldi dell'attualità da un punto di vista unico. Lavora quasi in soggettiva, utilizzando il suo smartphone per essere ancora più vicino ai telespettatori, eliminando il filtro che si crea con le telecamere tradizionali. Marco Maisano si tuffa all'interno del tema della puntata e lo sviscera, lo taglia cercando di guardarlo da diverse prospettive, per dare ai suoi telespettatori un quadro quanto più possibile completo del racconto, ponendosi le domande senza pregiudizi. Nella puntata in onda questa sera, mercoledì 18 novembre, Marco Maisano affronterà il delicato tema dell'immigrazione andando oltre il concetto dei porti aperti e dei porti chiusi, scavando nel profondo di una questione che ha radici molto profonde.

"Siamo andati in Ghana per verificare perché le persone decidono di partire da qui per venire in Italia e in Europa e se esiste una soluzione a portata di mano, perché finora abbiamo sentito parlare solo di porti aperti e di porti chiusi ma non mi sembra che finora una delle due posizioni abbia funzionato granché", ci spiega Marco con grande passione. Il suo viaggio in Ghana si è svolto in queste settimane in cui il mondo è travolto e stravolto dall'emergenza Covid e la sua esperienza in prima persona con una realtà diversa come quella del Paese africano, percepito così lontano dalla nostra cultura, è stata positiva da questo punto di vista: "Siamo partiti tre settimane fa dopo una serie di tamponi alla partenza e all'arrivo. Non è stato semplice affrontare la burocrazia in questo periodo ma alla fine ci siamo riusciti. In Ghana la situazione è relativamente sotto controllo, i ghanesi sono organizzati molto bene in aeroporto, fanno tamponi rapidi a tutti e assegnano un codice che poi inserisci in un'app che ti chiedono di scaricare. In 20/30 minuti hai il risultato, semplice ed efficace. Al chiuso indossano tutti la mascherina".

Parlando in relazione alla sua esperienza personale nel Paese africano, la diffusione del coronavirus non è il problema principale delle migrazioni verso l'Europa: "Queste sono persone che arrivano senza nessun progetto, senza contrtto, senza nessun visto e quindi entrano illegalmente in Europa rischiando di finire nelle mani della criminalità organizzata nostrana, che è la cosa peggiore. O rischiano di finire sotto un ponte. Per questo motivo dire 'accogliamoli tutti' è una solidarietà vuota in questa maniera, perché non aiuti nessuno. Dovremmo investire seriamente in questi Paesi, prendere il posto della Cina, che in Ghana investe miliardi ogni anno. È surreale che lo faccia la Cina e non l'Europa, che con l'Africa condivide il Mar Mediterraneo". Nel suo reportage in onda questa sera, sono tanti gli aspetti dell'immigrazione illegale dal Ghana che metterà in luce Marco Maisano per raccontare il fenomeno quanto più possibile dalla sua origine.

I temi trattati in Piacere Maisano sono molti, mercoledì scorso il giornalista ha affrontato il fenomeno della moda, oggi racconterà l'immigrazione e la settimana prossima parlerà di negazionisti e complottisti, un tema scottante soprattutto in questo periodo storico. "Quello dei negazionisti è un tema a cui tengo molto, che in Europa è in rapida ascesa con i complottisti. Credo che alcuni politici stiano anche cavalcando un po' l'onda, perché è chiaro siano persone che votano e che voteranno. Ma dovremmo stare attenti, perché credo che il passo dal negare l'esistenza del Covid e l'esistenza dei vaccini, dal negare il nostro sistema al mettere una bomba in banca sia molto corto. Dovremmo tutti stare un po' più attenti". Tra i fenomeni che preoccupano maggiormente Marco Maisano, e che sarà al centro della sua inchiesta della prossima settimana, c'è il generale Antonio Pappalardo, leader dei gilet arancioni, tra i movimenti negazionisti più noti in Italia: "Questo signore è un generale dei carabinieri in pensione che si becca la bellezza di 4mila euro al mese. In ogni intervista dimostra un'ignoranza vergognosa su ogni tema ma soprattutto è un personaggio che dice ai cittadini: 'Andiamo ad arrestare il presidente della Repubblica'. Io l'ho intervistato e sarà nella puntata di mercoledì prossimo".

Alla domanda se c'è un reportage che non ha ancora fatto e che non pensa che riuscirà mai a fare, Marco Maisano risponde in modo divertito e ironico, ma non troppo: "Mi sarebbe piaciuto molto fare un reportage in Vaticano. Mi divertirebbe e sarebbe un onore intervistare il Papa, potrebbe venire fuori una cosa molto bella. Ci ho provato a girare in Vaticano ma è praticamente impossibile... Bisogna essere qualcuno che non sia Marco Maisano (ride, ndr). Se chiedo di incontrare il Papa mi rispondono picche, è così che infatti mi hanno risposto, anche se in maniera più composta".

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