È morta Milva, la "rossa" della canzone italiana

La “Pantera di Goro” è morta. Milva, cantante di successo negli anni ’60 - ’80, è deceduta oggi dopo aver combattuto contro una brutta e lunga malattia

È morta Milva, la "rossa" della canzone italiana

La “Pantera di Goro” è morta. Milva, cantante di successo negli anni ’60 - ’80, è deceduta oggi dopo aver combattuto contro una brutta e lunga malattia.

Milva: gli esordi, il Festival di Sanremo e gli amori

"Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un'artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro", ha dichiarato il ministro della Cultura Dario Franceschini. La cantante emiliana, all’anagrafe Maria Ilva Biolcati, nasce nel 1939 a Goro, in provincia di Ferrara, in una famiglia povera che nel ’55 si trasferisce a Bologna dove lei studia canto. Inizia la sua carriera nelle balere con il nome d'arte Sabrina e, appena 20enne, vince un concorso di voci della Rai. Nel 1961 partecipa al Festival di Sanremo, arrivando terza con la canzone Il mare nel cassetto e beccandosi un gestaccio da Betty Curtis che vinse quell’edizione. Milva ottiene la sua rivalsa quando la critica la descrive come la "cantante dell'anno" e sempre nel ’61 esordisce al cinema accanto alla più nota Gina Lollobrigida nel film La bellezza d'Ippolita. Il ’61 è anche l’anno in cui si sposa con Maurizio Corgnati da cui avrà una figlia. Il loro matrimonio dura fino al 1969 e lei avrà sempre il rammarico di aver anteposto il lavoro alla famiglia. Corgnati fu, a detta della stessa cantante“l’uomo più importante della sua vita”, più un padre che un marito considerata la grande differenza d’età tra i due. Nonostante questo lei chiede il divorzio per poter stare con l’attore Mario Piave, il suo secondo importante compagno ucciso misteriosamente nel ’79 da alcuni colpi di pistola vicino a Roma.

Dal Festival di Sanremo al teatro di Giorgio Strehler

Nel 1962 la “Pantera di Goro” sale nuovamente sul Palco dell’Ariston dove arriva seconda con Tango Italiano. Milva, insieme ad Al Bano, Toto Cutugno e Peppino Di Capri, detiene il record di 15 partecipazioni al Festival di Sanremo ma lei soltanto vanta 9 partecipazioni consecutive (dal 1961 al 1969) sebbene senza mai riuscire a vincere l’ambito premio. Ed è in questi anni che ha inizio la rivalità con le altre grandi cantanti dell’epoca: Ornella Vanoni, Mina e Iva Zanicchi. “A Sanremo ’61 la rivalità con Mina venne montata dai giornali. Lei è stata la più grande, duttilissima. Con la Vanoni siamo amiche, la sua voce è esclusiva, la mia più classica: fra di noi non ci poteva essere concorrenza”, spiegherà nel corso di un’intervista rilasciata a fine carriera. Milva, soprannominata anche la “Rossa” sia per il colore dei capelli sia per le sue simpatiche politiche di sinistra, si contraddistingue per la sua abilità nel passare agevolmente dal “basso” della musica leggera del Festival all’ “alto” del teatro di Giorgio Strehler. A metà anni ’60 escono gli Lp Le canzoni del Tabarin - Canzoni da cortile (1963) e Canti della libertà (1965) dove compare una sua famosa interpretazione di Bella Ciao. Nel corso della sua carriera pubblica 62 album in studio, 64 raccolte e 14 live riscuotendo una grandissima popolarità non solo in Europa (soprattutto in Germania) ma anche in Giappone e Sudamerica. Tale successo è stato consacrato con numerose onorificenze come quella di Commendatore della Repubblica Italiana, Cavaliere della Legion d’onore francese e Ufficiale dell’Ordine della Repubblica tedesca.

Milva, secondo il critico Mario Luzzato Fegiz “è, assieme a Mina e alla Vanoni, una delle più grandi cantanti italiane. Per estensione vocale, per varietà di repertorio e per un intrinseco talento che mandava in visibilio il grande regista Giorgio Strehler, durante le prove dell’Opera da tre soldi di Brecht, ma anche in altre occasioni. Il talento consisteva nella capacità di ripetere qualsiasi musica e qualsiasi testo in qualsiasi lingua dopo un semplice ascolto o una dimostrazione del regista”. È grazie a Strehler che Milva diventa la più grande interprete italiana di Bertolt Brecht e delle sue canzoni a cui, negli anni ’70, dedica alcuni dischi e svariati recital. “Mi sento tedesca d’adozione”, dirà Milva, divenuta famosissima in ambito teatrale per aver interpretato i panni di Jenny dei Pirati nella già citata Opera da tre soldi del 1973.

L’anno prima, invece, aveva ricevuto la "Gondola d'Oro" alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia per la canzone La filanda. Milva dedica, quindi, gli anni ’70 soprattutto alle tournée internazionali vincendo numerosi dischi di platino in Germania incisi in tedesco. Negli anni ’80 Milva lavora con il compositore greco Mikīs Theodōrakīs, con Enzo Jannacci che le dedica l’album La Rossa e con Franco Battiato che scrive per lei l’album Milva e dintorni (1982) dove si trova il celebre brano Alexander Platz, e l’album Svegliando l'amante che dorme (1989).

Gli ultimi anni di vita di Milva

Nel 1980 è protagonista, accanto a Oreste Lionello del varietà di Antonello Falqui Palcoscenico, programma antesignano del più fortunato Al Paradise. In Rai la cantante aveva già condotto alcuni spettacoli come Milva Club (1965), Milva racconta Milva (1968) e Milva: omaggio a Edith Piaf (1970) ma la carriera televisiva si chiuderà per lei proprio negli anni ’80 con Buonasera con... Milva (1982) e Dicono di me...Milva (1984). Solo una decina le apparizioni al cinema e l’ultima risale al 1995 nel film Celluloide di Carlo Lizzani. Tornando alla musica, invece, il 1985 è l’anno della svolta disco con la canzone Marinero che si trova nell’album Corpo a corpo. Dal punto di vista sentimentale, invece, per 15 anni intrattiene una relazione col filosofo Massimo Gallerani e, in seguito, con l’attore Giovanni Pistilli, morto suicida nel ’96. Nel 2003, infine, sebbene fossero già state annunciate le nozze, si interrompe la storia d’amore con il docente universitario Roberto Bertozzi.

L’ultima apparizione al Festival di Sanremo risale al 2007 con la canzone scritta da Giorgio Faletti The Show Must Go On, mentre nel 2010, dopo la pubblicazione del terzo album scritto e prodotto da Battiato Non conosco nessun Patrizio, annuncia il ritiro dalle scene. Nel 2004 la cantante era stata operata di appendicite acuta, mentre nel 2007 a causa di un malore avuto dopo una rapina in casa. A tutto ciò si sono aggiunti problemi di mobilità e di memoria. “Dato qualche sbalzo di pressione, una sciatalgia a volte assai dolorosa, qualche affanno metabolico; e, soprattutto, dati gli inevitabili veli che l'età dispiega sia sulle corde vocali sia sulla prontezza di riflessi, l'energia e la capacità di resistenza e di fatica, ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro in direzione della sala d'incisione, da dove posso continuare ad offrire ancora un contributo pregevole e sofisticato", scriverà la cantante sul suo sito. Nonostante tale annuncio, nel 2011, torna in teatro per un mini-tour nello spettacolo La Variante di Lüneburg tratto dal libro di Paolo Maurensig. Nel 2018, su proposta di Cristiano Malgioglio che aveva mobilitato persino il mondo del web, la figlia Martina Corgnati ritira il premio alla Carriera del Festival di Sanremo.