Morto Lucio Dalla, il cordoglio del mondo dello spettacolo

Jovanotti su Twitter: "Non ci posso credere", De Gregori: "È un momento tristissimo"

Lucio Dalla è morto per un infarto in Svizzera. Passano solo pochi istanti e arrivano i primi commenti da amici e colleghi. Il primo è Lorenzo Jovanotti che su Twitter scrive: "Oh no dai no...non ci posso credere dai...davvero non posso crederci". Sempre sul social network, Gerry Scotti dà il suo addio al cantautore: "La tua musica resterà per sempre", mentre Fiorella Mannoia si limita a un laconico: "Oggi siamo tutti un pò più soli".

Carlo Verdone, dal canto suo, ha detto con rammarico che "solo quindici giorni fa Dalla mi aveva chiamato chiedendomi di presentargli il suo libro, ma nello stesso giorno dovevo presentare il mio. Così ho dovuto dire di no". Ma aggiunge: "Sono invece contento di una cosa: avevo dedicato a lui un intero film come Borotalco e lui ne andava fiero".

Pupi Avati, grande amico di Dalla, è sotto choc e ha interrotto le riprese della serie tv Un matrimonio. I due alla fine degli anni ’50 si conobbero nel gruppo jazz bolognese, la Doctor Dixie Jazz Band che proprio in questi giorni festeggia 60 anni e che il 16 aprile a Bologna li aspettava entrambi. "Ci sentivamo quasi quotidianamente", dice il regista.

"Questo è un momento tristissimo", per l'amico e collega Francesco De Gregori, che si è chiuso in un silenzio stampa e ha affidato le sue parole al suo ufficio stampa: "Non mi sento di parlare con nessuno". Come lui anche un altro partner storico, Gianni Morandi, si dice "pietrificato" e racconta di aver incontrato il cantante l'ultima volta solo "domenica scorsa allo stadio Bologna per la partita". "Se ne è andato da gladiatore... È stata una notizia incredibile, l’ho sentito solo dieci giorni fa, pensavo stesse molto bene di salute, è sempre stato molto propositivo per se stesso, per gli altri", ha detto invece Caterina Caselli.

Più positivo Francesco Renga, che ricorda come "Le cose belle che ha fatto rimarranno per sempre", mentre Antonello Venditti commenta "È morto un carissimo amico, mi dispiace moltissimo, fa parte della mia vita. Se ne va un pezzo di storia fatta insieme artistica e umana. Ora piangiamo l’uomo, poi valuteremo la storia artistica di Lucio, che è importantissima per la musica italiana". "Un musicista, un poeta, un cantautore bravissimo... Sono sicuro che sarà studiato a scuola", sostiene Renzo Arbore.

"L’ho avuto tante volte ospite nelle mie trasmissioni, era un amico, gli volevo bene. Ci volevamo bene. Era la colonna sonora della nostra vita", commenta Maurizio Costanzo, "Lucio era un uomo sensibile e perbene, di grande generosità, come ha dimostrato anche all’ultimo Sanremo, mettendosi in un ruolo defilato, come direttore d’orchestra, per dare spazio a un giovane".

Commosso il ricordo di Pippo Baudo: "La canzone di Lucio che preferisco....come faccio, con un dolore così...comunque sicuramente 4 marzo 1943, quella che rivoluzionò il Festival di Sanremo...Era scandalosa, c’era la famosa bestemmia e non si poteva fare. Fu un grande successo invece....È inutile girarci intorno, dopo Modugno ci fu solo Dalla".

Anche il mondo del calcio ha voluto ricordare il cantautore. In particolare il Bologna Calcio, ha pubblicato sul suo sito internet il cordoglio per uno dei suoi primi tifosi: "Il Presidente Albano Guaraldi, il Presidente Onorario Gianni Morandi, i tecnici, i giocatori, i dipendenti e i collaboratori del Bologna F.C. ricordano commossi un grande amico e tifoso rossoblù un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l'Italia abbia mai avuto".

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