Nicola Pietrangeli racconta quando la "sinistra" non voleva fargli giocare la Coppa Davis in Cile

Invitato a "Vieni da Me" il campione di tennis Nicola Pietrangeli, racconta tanti episodi della sua carriera e un episodio della Coppa Davis che rischiava di saltare perché la "sinistra" del tempo non voleva far giocare la squadra italiana in Cile

Nicola Pietrangeli racconta quando la "sinistra" non voleva fargli giocare la Coppa Davis in Cile

A “Vieni da me”, il programma condotto da Caterina Balivo, ospite della giornata è il grande campione di tennis Nicola Pietrangeli, invitato a raccontarsi aprendo i mille cassetti di un comò che contiene alcuni oggetti che ricordano momenti importanti della sua vita. Il primo cassetto contiene un’insalatiera blu: “A cosa ti fa pensare?” . “Non c’entra proprio niente con la Coppa David, se è quello che doveva sembrare”, le dice ridendo Pietrangeli e in proposito racconta la brutta notizia che riguarda questo prestigioso premio. “Non c’è più, hanno cambiato tutto - racconta - c’è una nuova formula, adesso l’hanno imbastardita, un solo giorno invece di tre e sai perché me la prendo? Perchè io sono chiamato da tutti Mr. Coppa Davis avendo giocato più incontri nella storia, non come giocatore italiano. Ne ho giocati ben 164”. Prendendo la palla al balzo la conduttrice annovera anche le altre sue vittorie fino ad arrivare alla Coppa Davis in Cile quando Pietrangeli era Capitano della squadra italiana: “Non volevano mandarvi perché il paese era sotto il regime di Pinochet…".

Pietrangeli tira un sospiro e comincia a parlare: “Qui ci sarebbe da raccontare per ore ma la faccio breve: io non sono ‘politico’ non mi frega niente della politica, però in quel momento la sinistra non aveva niente da fare, quindi se la sono presa con noi perché volevamo andare a giocare dove Pinochet, secondo loro, si mangiava tre bambini al giorno”.

Gelo in studio e la Balivo diventata seria gli risponde: “La dittatura di Pinochet non è un ‘secondo loro’ ma una realtà”. “La ma la verità sta sempre a metà -le risponde il campione -. Comunque quando siamo andati ci hanno trattato come dei principi. Io non ho mai visto un semaforo rosso, perché eravamo scortato da motociclisti che ci facevano strada. Sono addirittura andato a prendere Lea Pericoli all’aeroporto e lei mi disse che ero stato tanto carino a farlo: ‘Guarda di te non mi frega niente, le dissi ridendo, io mi diverto con quei motociclisti'”.

In Cile Pietrangeli racconta che ha giocato due volte la finale e poi passa a parlare del giovane talento italiano Jannik Sinner: “L’altro giorno sono andato a Milano a vedere questo ragazzino che è un fenomeno. Ci ho parlato e alla fine gli ho anche regalato il mio libro su cui ho scritto una dedica: ‘Ricordati che perderefa parte del gioco’”.

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