"La nuova svolta di Mina. Dice no allo streaming ed entra nel mondo Nft"

Il disco della cantante non sarà su Spotify. E la Pdu diventa una "boutique" della musica

"La nuova svolta di Mina. Dice no allo streaming ed entra nel mondo Nft"

Mina ha detto stop. Stop allo streaming. Il prossimo disco sarà di brani inediti e uscirà a metà gennaio senza finire su Spotify o su altre piattaforme streaming che oggi sono il crocevia degli ascolti di massa. «Dopotutto lei è sempre stata l'unica che ha il coraggio di fare le cose anche quando tutti intorno le dicevano ma sei pazza?», conferma suo figlio Massimiliano Pani presentando il nuovo corso della Pdu, la casa discografica «di famiglia» che di Mina e di altri artisti come Fossati offrirà solo prodotti discografici di altissima qualità (vinili, nastri) ma niente brani musicali compressi e limitati per l'ascolto in streaming. E comincia pubblicando anche Dilettevoli Eccedenze, che è il primo disco di una serie che contiene rarità e inediti, e con l'inedito Accarezzame contenuto nel doppio vinile Mina in studio 2001-2021. In più Mina diventa «Nft», ossia si concede al supporto «Non fungible token». Nel primo Nft canta due standard che non aveva mai cantato prima: Almost blue di Elvis Costello e Eu sei vou te amar composta da Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim. Insomma, una volta epocale nel mondo di Mina che potrebbe avere riflessi anche sul resto della musica.

A 82 anni Mina ha ancora voglia di sparigliare le carte, vero Massimiliano Pani?

«È una scelta, ma non una contestazione. Come nel 1974, quando decise di lasciare la tv, i concerti e la promozione, anche questa non è una polemica. Semplicemente un cambio di prospettiva. Mia mamma ha sempre agito così, senza calcolare troppo le conseguenze. Nel '74 la Emi le stracciò il contratto per quella decisione».

Però pubblicare solo i propri dischi (e quelli di altri artisti) solo in vinile o su nastro oggi è decisamente in controtendenza.

«È come aprire una trattoria nell'epoca dei fast food. Una sorta di boutique della musica».

Può sembrare pure un po' snob.

«No, Mina non è una maître-à-penser come invece altri pensano di essere. Non vuole insegnare niente a nessuno».

Il nuovo disco uscirà a inizio anno.

«Un disco con autori nuovi e brani inediti».

Niente streaming, niente Amazon eccetera.

«Lo streaming è comodo. Ma ascoltare bene musica è un'altra cosa».

Sì ma se qualche radio volesse trasmettere qualche nuovo brano?

«Se ce lo chiedono, ben volentieri. Ma non saremo noi ad andare a proporlo. Quando sono arrivate le radio private, trasmettevano davvero le novità. Poi hanno iniziato a preoccuparsi più del fatturato pubblicitario».

Anche il grande repertorio di Mina esce dallo streaming?

«Quello del passato appartiene ad altri editori».

Dell'Nft si parla tantissimo, con i soliti toni entusiasti tipici delle novità di moda.

«L'Nft potrebbe diventare concretamente una delle nuove frontiere del collezionismo».

I prossimi Nft di Mina saranno solo musicali?

«Non necessariamente. Potrebbe esserci lei che parla, lei con altri artisti, lei chissà».

Lei che si fa vedere?

«Se ci fosse un motivo lo farebbe. Ma al momento non c'è».

Mina ha sempre avuto la vocazione del talent scout lanciando nuovi artisti. E ora?

«Abbiamo trovato un giovanissimo milanese che ha qualcosa di straordinario».

Destinazione Sanremo?

«Magari potrà anche provare a essere selezionato».

Ogni anno si parla di Mina al Festival.

«Lo fanno spesso. Da Tony Renis a Bonolis a Fazio, tutti annunciano che Mina sarà al Festival».

L'ultima volta sembrava pure diventasse direttore artistico.

«Evidentemente fu solo una provocazione».

Comunque la vedremo in un documentario.

«Stiamo lavorando a quattro puntate con il materiale di Mina in Studio, un dvd che non è più sul mercato al quale aggiungiamo materiale nuovo. Lì si potrà vedere come lavora Mina».

Dove andrà in onda?

«Non su Netflix. Sarà su di un canale tematico, vedremo».

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