Spettacoli

«Oggi c'è bisogno di eroi come Cyrano de Bergerac»

Tania Croce

Giampiero Ingrassia, in scena dal 23 marzo al Manzoni di Milano insieme a Gianluca Guidi con Serial Killer per signora, si racconta ad Off.

C'è un episodio Off che vorresti raccontare?

«Iniziai la mia carriera nell'83 rispondendo all'annuncio in cui cercavano attori, il teatro si chiamava Il Salottino, si trovava a Via Capo d'Africa. Lo spettacolo dove recitai era L'asso nella manica e il debutto fu il 16 aprile dell'83. La cosa divertente che mi piace ricordare è che il teatrino che contava circa cinquanta posti era vuoto il giorno del mio debutto, l'unico spettatore era la mia fidanzata dell'epoca che scattò delle foto. Gli amici non vennero alle varie repliche e nemmeno i miei genitori ma ricordo che in quei giorni la Capitale era paralizzata perché la Roma vinse lo scudetto».

Nella nuova versione di Serial Killer per signora come ti trovi a lavorare con il tuo collega e amico Gianluca Guidi?

«Mi trovo bene a lavorare con Gianluca. Abbiamo fatto diversi spettacoli insieme. Serial Killer per signora è un musical con 30 canzoni, io lo definirei una lirica d'essai».

A proposito di figli d'arte e di solidarietà fra di essi, si riesce a essere solidali nel mondo dello spettacolo?

«Dipende dalle singole persone, dagli animi delle persone».

Nella tua biografia spicca il titolo della pièce di Edmond Rostand Cyrano de Bergerac, l'hai interpretato tu?

«Io ero nel laboratorio di Gigi Proietti all'epoca, fu un'esperienza grande quando in aula ci disse durante una lezione: A regà, se io faccio il Cirano, voi lo fate con me?. Noi siamo impazziti. Erano gli anni 85/'86. Siamo stati dei mesi al Lirico di Milano che dopo due anni lo hanno chiuso, poi al Sistina un mese, un bellissimo ricordo. Noi da allievi stavamo in quinta a vedere Gigi, andavamo in camerino per cambiarci per i diversi ruoli. Fu meraviglioso».

Qual è il personaggio che sogni d'interpretare?

«Direi proprio Cyrano de Bergerac mi piacerebbe. Sogno d'interpretare Cyrano oppure Don Chisciotte, perché credo che ci sia bisogno di eroi romantici accanto ai supereroi della Marvel, in teatro eroi romantici e per la strada eroi come i vigili del fuoco che salvano vite umane, insomma uomini comuni con cui ognuno possa riconoscersi».

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