Un omaggio alla Sardegna alla ricerca della luna

Elena D'Alessandri

Dopo l'enorme successo nelle sale della Sardegna, dal 2 maggio arriva in tutta Italia il secondo lungometraggio di Paolo Zucca, L'uomo che comprò la Luna, presentato in anteprima allo scorso Festival del Cinema di Roma. Due agenti italiani Fresi e Pannofino ricevono una soffiata: qualcuno in Sardegna ha comprato la Luna. Tutto questo è inaccettabile per gli americani, primi ad averci messo piede. I due agenti reclutano così un soldato (Jacopo Cullin) che, dietro un accento milanese e lo pseudonimo di Kevin Pirelli, nasconde un'anima sarda. Prima di farlo partire per la missione, i due ingaggiano Badore (Benito Urgu) che trasforma Gavino in un sardo doc. È così che inizia la missione sull'isola alla ricerca di colui che ha comprato la Luna, in un viaggio che farà riscoprire al soldato le sue origini, le tradizioni e l'amore per la sua terra. Un omaggio a quella Sardegna ancora arcaica, rurale, lontana dalla modernità, di cui vengono dissacrati e recuperati gli stereotipi, che Gavino, in un viaggio surreale e poetico, torna ad amare perché intrisa di quei valori di riconoscenza, lealtà e rispetto. Un road movie comico, onirico e al contempo drammatico.

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