Ora un romanzo infrange il tabù

Nel romanzo, l'autore immagina una serie di attacchi terroristici a Milano

Ora un romanzo infrange il tabù

Lo stupore della notte (Rizzoli, pagg. 364, euro 18) è un libro che infrange un tabù: raccontare una Milano sconvolta dagli attentati dell'Isis.

Immaginate di salire sul tram, aprire un thriller e leggere che proprio quel tram potrebbe saltare in aria. Inoltre, il terrorismo al centro dell'intreccio è di matrice islamica, con tanti saluti al politicamente corretto e ai suoi numerosi adepti. Lo stupore della notte è roba che scotta. Roba che potrebbe mettere in fuga i lettori.

Il cagliaritano Piergiorgio Pulixi, già autore di thriller premiati, racconta la nostra paura più grande, quello che tutti temiamo e quasi attendiamo con rassegnazione. La cellula di assassini compie un massacro durante le feste di Natale, quando la gente si riversa in massa nelle vie del centro di Milano. Le esplosioni colpiscono Porta Ticinese, i Navigli, Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II. Le gesta omicide dei «martiri» sono descritte con brutale precisione.

Pulixi ha potuto attingere a fonti di prima mano e parlare con gli agenti che, invisibili, vegliano su di noi. La trama non è una novità assoluta. Pierfrancesco Prosperi ha immaginato un futuro distopico in cui l'islam ha preso il sopravvento. Idea trasformata in una fortunata trilogia edita da Bietti. Nel 2013, Fernando Coratelli, nel romanzo La resa (Gaffi), immaginava proprio una Milano messa in ginocchio da assalti simultanei dei kamikaze islamici. Un attentato di matrice religiosa generica, sconvolge la vita dei protagonisti di Dove la storia finisce (Mondadori, 2016), romanzo di Alessandro Piperno ambientato a Roma. Invece in Pulixi nulla è generico. Lo scrittore ci mostra come si finanziano le cellule, come siano indipendenti l'una dall'altra, l'importanza decisiva del web e infine il sadico piacere col quale i terroristi portano la morte nell'odiato Occidente. Analoga attenzione è riservata ai buoni: la polizia, in particolare l'ispettore capo Rosa Lopez, gli agenti segreti, italiani ma non solo, e i loro metodi sbrigativi che includono la tortura, i «non luoghi» dove vengono interrogati i prigionieri.

Chi è milanese o conosce un po' la città, troverà altri luoghi e altre presenze assai famigliari. Il parco di Rogoredo, regno dei tossici. Le bande di giovani sudamericani che spadroneggiano nell'ultimo tratto di Corso Lodi. La lotta per la casa tra abusivi dalle parti di San Siro. Le strade dove non si parla più italiano. Certi locali affascinanti perché fuori dal tempo. Pulixi non fa sociologia ma con questo materiale costruisce un thriller avvincente che, di fatto, sbriciola il politicamente corretto. Le cose sono chiamate col loro nome: i terroristi sono islamici, la seconda generazione di immigrati non solo non si è integrato ma addirittura ci odia.

Il risultato è un libro che, per quanto faccia paura, costringe comunque il lettore ad arrivare alle fine.

Ci vuole coraggio per pubblicare un libro così scioccante e ci vuole bravura per non respingere il lettore. Non a caso, i grandi editori finora si sono tenuti alla larga da questo spiacevole ma cruciale argomento.

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