Poletti: "Il mio Unomattina da Milano per dare un messaggio all'Italia"

Il conduttore sceglie "con il cuore" e racconta il virus "sul campo"

Poletti: "Il mio Unomattina da Milano per dare un messaggio all'Italia"

Lui stava a metà strada, in Toscana, per un weekend da amici. E sabato quando ha sentito le prime indiscrezioni sul provvedimento deciso dal governo di chiudere la Lombardia ha deciso di non tornare in giù, verso Roma. Ma andare in su, verso Milano. Roberto Poletti, noto conduttore di Unomattina, ha chiesto al direttore di Raiuno Stefano Coletta di adattare uno studio nella sede della tv pubblica di Corso Sempione e ieri mattina era già in collegamento dal capoluogo, mentre a Roma teneva il timone della trasmissione la collega Valentina Bisti.

Poletti, una scelta di cuore, più che di testa...

«Anche. Io sono originario di Feltre (Belluno), ma Milano e la Lombardia sono la mia seconda casa, il posto che mi ha dato lavoro e carriera. Voglio sentirmi parte di questo territorio in un momento difficile. Un mio contributo. E poi un giornalista deve stare dove ci sono le notizie».

Quindi non resterai chiuso in corso Sempione?

«Intanto avrò degli ospiti in studio che potrò intervistare di persona e non in collegamento da Roma, come facciamo di solito. Devo ringraziare la squadra milanese: in sei ore è stato approntato tutto il necessario. E poi intendo assolutamente muovermi e raccontare quello che succede in giro nella zona chiusa».

Non temi il contagio?

«Potrei prendere il virus da chiunque, anche restando negli studi tv. Fa parte del gioco della vita. Sabato, mentre tornavo a Saronno dove ho la casa, vedevo in autostrada macchine cariche di bagagli di gente che scappava. Ma se ci dicono di non muoverci un motivo ci sarà».

Secondo te, come ha affrontato la situazione l'informazione tv: con troppo allarmismo o troppo poco?

«Devo dire che certe trasmissioni hanno sparso molta ansia, noi abbiamo cercato di mantenere equilibrio e spiegare alla gente cosa fare. Però, se nonostante tutti gli appelli e tutte le ore di programmi, la gente non ha ancora capito come comportarsi, magari serviva essere ancora più allarmistici...»

Come ha visto Milano in questo weekend?

«Ieri ero in giro per Saronno per comprarmi due vestiti visto che ho tutto a Roma: ho visto gruppi di ragazzi e di anziani ammassati, come se nulla fosse. E anche lì ho capito che, nel mio piccolo, dovevo dare un messaggio».

Nel frattempo circolano notizie sul fatto che nella prossima stagione potresti essere sostituito a Unomattina...

«Ma chissenefrega... prima bisogna arrivarci sani e salvi a settembre. Ora dobbiamo occuparci del Coronavirus».

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