«Volevo raccontare un pezzo di umanità, il punto di vista di chi viene a un mio concerto. Io sono una delle sette storie del film, diciamo quella che rende possibile le altre». Gambe incrociate, camicia a scacchi e sguardo irrequieto. Così Lorenzo Cherubini il 26 novembre a Milano ha presentato il suo film Gli Immortali. Ideato insieme a Michele Truglio, che ne ha curato la regia, va in onda in prima tv su Sky Uno e su Sky Arte il 4 dicembre alle 22. «Era Natale, Michele era venuto a trovarmi e più chiacchieravamo più prendeva forma il senso di gratitudine nei confronti del pubblico», ha spiegato. «Ho iniziato a pensare che erano proprio loro gli immortali della canzone che avrei cantato alla fine del concerto». Delle 50mila persone che sarebbero state presenti il 26 giugno 2015 a San Siro, il docu-film ne racconta sette, con le loro vite e il loro viaggio verso il concerto. «Gente che non andrebbe mai nella stessa spiaggia o nello stesso supermercato» che per una notte diventa il popolo di Jova. C'è Giovanni, 37 anni, che da quando è diventato tetraplegico non ha mai lasciato la Sicilia e sta affrontando il viaggio che lo porterà a San Siro. Carolina, studentessa 18enne della Milano bene con un biglietto in tasca per New Yorka. E poi Daniele, 9 anni di Taranto, e la sua famiglia unita dalla passione per «zio Lorenzo». Insieme agli altri «lui», che lavora, prova, balla, costruisce lo show Lorenzo negli Stadi.
«In fondo siamo tutti perdenti e vincitori, immortali perché normali», dice. Tanto se fa troppo il divo ci pensa Francesca «che il giorno dopo una mega-data mi chiede di buttare la spazzatura o portare il gatto a fare le vaccinazioni».Il «popolo di Jova», dallo stadio al film
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