Inizia la sfida della internet tv a colpi di serie e film originali

Niente news e sport, il nuovo servizio punta a conquistare una famiglia su tre con produzioni proprie. Ma gli italiani si lasceranno convincere?

Inizia la sfida della internet tv a colpi di serie e film originali

Netflix ha tre tipi di abbonamento mensile: «Base» che costa 7,99 euro con una sessione di streaming alla volta e qualità normale; «Standard» a 9,99 euro con due sessioni contemporanee e qualità Full Hd; «Premium» a 11.99 euro con 4 connessioni contemporanee e visione in Ultra Hd 4k. In tutti i casi il primo mese è gratis. Ogni titolo è in versione originale e doppiato in italiano, con la possibilità di sottotitoli. L'abbonamento si può disdire quando si vuole, così come si può rientrare a piacimento. Occhio all'algoritmo che seleziona i vostri preferiti: nel caso guardiate troppi film sexy anni '80, magari qualcuno in famiglia se ne accorge...

Oggi è il primo giorno della nuova televisione e gli occhi di Reed Hastings, il fondatore di un'idea che sta cambiando i nostri schermi, trasmettono ottimismo. È arrivata Netflix, insomma, ed è come lo sbarco di un marziano in un mondo che attende l'evento da sempre. Reed e la sua azienda (nata alla fine degli Anni '90 per colpa di una videocassetta restituita male che gli costò 40 dollari di penale) arrivano per conquistare l'Italia. Solo che ora ci sarà da convincere gli italiani. Alla presentazione di ieri Milano - seguita da una festa con red carpet - si diceva: «Porteremo Netflix in un terzo delle case italiane in sette anni». Ecco come.

Funziona così. Netflix trasmette in streaming, il che vuol dire che bisogna collegarsi a internet, possibilmente con una buona - se non ottima - velocità: «C'è grande desiderio di una banda di rete sempre più larga - dice Ted Sarandos, il capo dei contenuti - ed ormai il vostro Paese è pronto». Ci si registra sul sito o sull'applicazione con le proprie generalità mettendo il metodo di pagamento (carta di credito, Paypal) e si ottengono username e password per accedere al servizio (e un mese gratis). Su tablet e smartphone si entra via applicazione: è possibile anche abbonarsi tramite Vodafone (al sito voda.it/netflix ) e pagare direttamente sulla scheda ricaricabile o su conto telefonico. Su computer si accede dal sito, sulle smart tv tramite app che compare sul menù: hanno aderito Samsung (offre un anno di abbonamento a chi ne compra una), Lg, Panasonic, Toshiba e Sony. Ci sono app anche su decoder e set top box abilitati: Apple Tv o Google Chromecats, ma anche Tim Vision che consente di collegare la «scatola» a una tv non di ultima generazione e il pagamento in bolletta. Infine le console: Ps4, Wii U e Xbox hanno l'app dedicata. Insomma: dovunque ci sia una connessione (e un apparecchio) intelligente, c'è Netflix.

Cosa c'è dentro. «Noi vogliamo cambiare i parametri: non facciamo gare per i diritti esclusivi di qualche film, noi puntiamo su prodotti originali. Noi la tv la facciamo». Sarandos è chiaro sugli obbiettivi: un piano di investimento di 5 miliardi di dollari per creare nostri programmi. E questo porterà a creare anche posti di lavoro in Italia: «Per realizzare Marco Polo abbiamo portato 700 persone in Malesia, dai falegnami ai tecnici». Marco Polo è uno dei titoli originali - circa una trentina - disponibili da ora ai prossimi mesi oltre a migliaia di altri film e telefilm. I più forti - oltre all'ormai famoso Suburra , coporodotto con la Rai - sono le serie Narcos , storia vera dei signori della droga degli Anni '80, Bloodlin e, dramma e misteri di una famiglia (che pare) per bene in Florida, Marvel-Daredevil e Marvel-Jessica Jones (dal 20 novembre). In più Orange Is The New Black (completa, però già vista su Infinity), Sense8 , Grace and Frankie , Unbreakable Kimmy Schmidt . Più documentari, la ducu-serie Chef's Table (con una puntata dedicata a Massimo Bottura), programmi per bambini e titoli italiani. Tra i film il primo originale Netflix, ovvero Beasts of No Nation , e in futuro titoli come War Machine di Brad Pitt. Non ci sarà per ora House of Cards , «e questo spiega che caos dei diritti rispetto a quelli della musica: è una serie creata da noi, ma in Italia la può trasmettere solo un altro operatore».

Cosa non c'è. «Niente news, né sport - dice Sarandos -: c'è già troppa offerta in giro e il calcio è un business troppo caro». Qualche rumor suggeriva l'arrivo di nuove stagioni di alcune serie di successo come Una mamma per amica : «Sono rumors, appunto. Però posso dire che molta gente andrebbe matta se qualche personaggio che ha fatto storia tornasse in vita. Vedremo...». La produzione si concentrerà su film, serie, docufilm e mondo dei bambini, «e saremo attenti alle abitudini e ai gusti dei Paesi, che non sono tutti uguali. Anche un titolo come Prison Break , chissà come mai, va bene in tutto il mondo».

Il futuro. Il mondo appunto, perché dopo l'Italia Netflix non si ferma. «La nostra differenza è la qualità - chiude Ted -, la scommessa è che uno può entrare e uscire quando vuole. Se facciamo bene vinciamo, se facciamo male siamo sconfitti. A noi la tv piace così». Vedremo ora se piacerà anche agli italiani.

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