Sinead O'Connor, sfogo su Facebook: "I manager mi hanno fregata"

Duro sfogo della cantante Sinead O'Connor su Facebook: "Fregata dai manager del tour, ho guadagnato solo 500 euro per tre concerti in Germania"

Sinead O'Connor, sfogo su Facebook: "I manager mi hanno fregata"

È andata su tutte le furie quando ha scoperto che, a fronte degli oltre 47.000 euro generati dal suo concerto, nelle sue tasche ne sono finiti a malapena 500. E così Sinead O'Connor ha pubblicato sul proprio profilo Facebook alcuni sfoghi durissimi, contro il suo - ormai ex - tour management e l'agenzia di booking che, a suo avviso, l'hanno "fregata" in occasione dei suoi tre concerti in Germania dello scorso maggio. Riepiloghiamo: domenica 16 agosto, Sinead ha condiviso con i suoi fan l'immagine del riepilogo dei pagamenti in cui si vede come i suoi concerti abbiano generato 47.700 euro, divisi in questo modo: 13.500 alla band, 12.000 allo staff, 8.000 per l'albergo, 6.500 per i costi di produzione, 4.700 per l'agenzia, 2.500 per l'indennità diaria e i restanti 500 alla cantante. Che non ci ha pensato due volte, e ha criticato i costi di produzione e per l'agenzia che lei giudica troppo alti, specie in relazione allo stipendio decisamente modesto finito delle sue tasche.

Nel suo post ha così sentenziato: «Il nostro lavoro è quello di muovere il culo e cantare in modo piacevole. Il lavoro del management è quello di evitare in ogni modo chi ci vuol fregare». Per questo, aggiunge, «questi enormi casi di negligenza mi hanno messo contro il mio tour management, ormai ex», verso i cui rappresentanti Sinead minaccia anche ripercussioni legali. L'accusa della cantante di "Nothing Compares To You", dunque, non è solo quella di aver intascato poco dopo i concerti, ma soprattutto quella di essere stata truffata da chi nei tour l'ha accompagnata, visto che lei stessa ha dovuto sborsare 4.000 euro che non le sono ancora stati restituiti. Tanto che, mossa dalla rabbia, Sinead ha anche iniziato a rispondere a molti commenti pubblicati sotto il suo post, facendo anche nomi e cognomi dei "colpevoli": Simon Napier-Bell e Björn de Water, gli ormai ex manager, e l'italiana Rita Zappador di Modus in rebus, la sua ex booking agent.

Qualche ora dopo, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, lo sfogo è proseguito sullo stesso stile del primo, in aggiunta anche a precisazioni del suo stato di salute, che l'ha costretta ad annullare alcune tappe del suo tour: la cantante irlandese, tornata alla ribalta nel 2014 con l'album "I'm Not Bossy, I'm the Boss", soffre di un forte esaurimento dovuto a pregresse e non risolte problematiche. Ed è proprio la cancellazione del tour ad aver causato le perdite economiche della O'Connor, stando a quanto "l'accusata" Rita Zappador ha dichiarato a Repubblica: «I rapporti con l'artista, le decisioni sulle date, sulle offerte eccetera sono esclusivo patrimonio del manager - ha detto la booking agent - Per quanto riguarda le eventuali perdite della signora O'Connor queste dipendono esclusivamente dalle cancellazioni dei tour da parte dell'artista, che avvengono a ridosso delle date quando costi quali voli, hotel eccetera sono già stati sostenuti. Sfortunatamente, a fronte di solidissime polizze assicurative, non venendo fornite le certificazioni mediche necessarie e previste dalle condizioni delle coperture, non è possibile ottenere i rimborsi dalle società assicuratrici stesse».

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