"Giorni da incubo, mi chiamavano trans". Bufera sul video di Fedez

Una delle drag queen protagoniste dell'ultimo video del rapper con Orietta Berti e Achille Lauro ha criticato Fedez su Facebook: "Non basta esporsi pubblicamente in tv, bisogna farlo ogni giorno, anche scegliendo uno staff che ci rappresenti"

"Giorni da incubo, mi chiamavano trans". Bufera sul video di Fedez

"Mille", il nuovo brano di Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti, è già un tormentone. Dietro al video clip tutto sorrisi e paillettes, però, si è scatenata la polemica. A sparare a zero contro la produzione del video è stata una delle Drag Queen, Paola Penelope, che su Facebook ha raccontato quanto accaduto nei giorni delle registrazioni tra "mancanza di professionalità, sensibilità e rispetto": "Devo dirlo fuori dai denti: sono stati due giorni di lavoro da incubo!".

La Penelope ha scritto una lunga lettera indirizzata a Fedez, che durante i fatti non sarebbe stato presente sul set. Ma a lui la drag queen si è rivolta per lamentarsi di ciò che è accaduto durante le registrazioni del video clip: "Caro Fedez, quando ho ricevuto la chiamata ero felicissima che un cantante famoso, e che ultimamente si è molto speso per la comunità LGBT, avesse pensato ad utilizzare la figura delle Drag Queen in un grande progetto, non solo per dare colore ma anche per l'aspetto sociale che rappresentiamo e che spesso viene dimenticato". E invece sul set la Penelope e un'altra drag queen sarebbero finite ai margini.

"Avremmo dovuto far parte della band e delle damigelle - ha scritto su Facebook la drag queen - ma è ormai evidente che non è stato così. Insieme alla mia collega dovevamo girare una scena corale in cui dal centro siamo state passate alle estremità". Paola Penelope ha lamentato che la loro presenza "fosse fuori contesto", sostenendo che la loro presenza non fosse né gradita né necessaria. Nonostante le rassicurazioni della produzione sul loro ruolo, invece, nel secondo giorno di riprese la situazione è rimasta invariata e la Penelope parla addirittura di "dramma". "Allo stop di questa scena 'colossale' - racconta la drag queen - sentiamo l'aiuto regista dire al megafono: 'Dite alle trans di mettersi all’ombra'. La mia reazione, ovviamente, è stata tempestiva ed ho detto subito: 'Ok, vado a casa. Arrivederci!'".

A disturbare la Penelope non sarebbe stato l'appellativo: "Intendiamoci, essere chiamata 'trans' non è un’offesa, anzi, ma lì ho avuto la certezza che la regia non avesse la consapevolezza della figura della Drag Queen e che la nostra presenza non avesse alcun senso". L'artista ha così abbandonato il set decisa a dire addio al progetto. La produzione ha tentato però una mediazione e del due drag queen sono tornate sul set convinte che avrebbero avuto il loro ruolo centrale come da accordi presi prima delle registrazioni. "Decido di rimanere, anche con qualche senso di colpa per aver dubitato della loro buona fede, e alle ore 17:00 ritorniamo sul set. Indovina? Nonostante tutto, riviviamo nuovamente la situazione del primo giorno: in mezzo a 40 persone, dal centro passiamo ai lati".

A quanto pare, come ha spiegato ancora la Penelope, l'idea di Fedez, Achille Lauro e Berti era di dare un "valore aggiunto" al video con la loro presenza, ma in realtà questo non è stato. "Il valore del nulla, volevano probabilmente fare i fighi per aver messo due drag queen in 'controluce' in un video che in estate vedranno 60/90 milioni di persone". La vicenda non è finita bene, visto che la drag queen si sarebbe rivolta a uno studio legale per risolvere un contenzioso nato a fine riprese su contratto e liberatoria "non avendo svolto il ruolo per cui sono stata chiamata".

Poi la stoccata finale proprio all'indirizzo del rapper che, nonostante non fosse presente durante le riprese "incriminate", è finito nel mirino della Penelope: "Non basta esporsi pubblicamente in tv, bisogna farlo ogni giorno, anche nel quotidiano, anche scegliendo uno staff che ci rappresenti. Spero che per le tue prossime produzioni scelga con maggiore attenzione i collaboratori da cui decidi di circondarti, perché agire nel quotidiano vale più che l'esposizione mediatica". Di sovraesposizione mediatica del rapper aveva già parlato dj Ringo, che aveva criticato Fedez per la sua smania di visibilità.