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Le viol, la vera storia che ha cambiato la legge sulla violenza sessuale

Le viol è un film che porta sullo schermo un terribile fatto di cronaca della giustizia francese che ha però cooperato a modificare la legge sulla violenza sessuale

Le viol, la vera storia che ha cambiato la legge sulla violenza sessuale

Le viol - Cronaca di uno stupro è un film del 2017 uscito per la tv e che va in onda questa sera alle 22.59 su La5. La pellicola, diretta da Alain Tasma, è tratta dal libro di Jean-Yves Le Naour e Catherine Valenti dal titolo Et le viol devint un crime. Le viol - Cronaca di uno stupro, infatti, racconta una terribile storia vera accaduta negli anni '70 che ha contribuito a cambiare la legge sulla violenza sessuale e gli stupri.

Le viol - Cronaca di uno stupro, la trama

Il 21 agosto 1974 Malia (Bérangère McNeese) e Nicole (Camille Sansterre), due turiste belga in visita nella città francese di Marsiglia, vengono brutalmente aggredite e stuprate da tre uomini. Nonostante la denuncia presentata dalle ragazze all'alba della terribile violenza, i tre uomini vengono lasciati liberi perché secondo loro le ragazze erano consenzienti durante i vari amplessi. Incredule davanti all'incapacità della giustizia di proteggerle, le due ragazze decidono di ignorare i consigli di amici e familiari di dimenticare quanto accaduto e andare avanti con le loro vite. Malia e Nicole, al contrario, decidono di combattere per se stesse e per tutte le donne che si sono trovate in una situazione simile alla loro. Aiutate dall'avvocato Gisèle Halimi (Clotilde Courau) le due ragazze chiedono che i loro aggressori vengano giudicati alla Corte d'Assise. Il processo che ne seguirà sarà un momento cardine nella storia della legge e della lotta alla violenza di genere.

La vera storia che ha ispirato il film

Le viol - Cronaca di uno stupro è ispirato alla storia vera di Anne Tonglet e Araceli Castellano, una coppia di lesbiche che, nell'agosto del 1974, vennero aggredite e violentate nel corso di alcune lunghissime ore. Come si legge sul sito Telestar i tre aggressori erano Serge Petrilli, Guy Roger e Albert Mouglalis. I tre vennero interpellati immediatamente dalla giustizia a seguito della denuncia delle due turiste del Belgio, ma gli uomini si dichiararono innocenti e dissero che le donne avevano dato il loro consenso. In questo senso, dunque, non si poteva parlare di violenza sessuale. All'epoca dei fatti, lo stupro non era ancora considerato un vero e proprio reato e rispondeva a una vecchia legge risalente al 1832. Questo significa che durante una procedura per stupro la legge richiedeva come prima cosa di fare una sorta di inchiesta morale sulla vittima. Nel caso delle due turiste il giudice decise di modificare il capo d'accusa concentrandosi solo sulle ferite e i colpi subiti, lasciando fuori dalla querelle la questione della violenza sessuale.

Anne Tanglot e Araceli Castellano non erano disposte ad accettare un simile atteggiamento da parte della giustizia e per questo chiesero aiuto all'avvocato Gisèle Halimi, femminista convinta già alle prese con altri casi di stupro. L'equipe formata dalle tre donne cominciò a parlare con la stampa, a raccogliere testimonianze, apparendo in televisione anche in prima serata, distruggendo così il luogo comune secondo cui lo stupro non era un vero e proprio crimine. Si riuscì inoltre a portare i tre accusati davanti alla Corte d'Assise per un vero processo e alla fine i tre uomini vennero condannati. Serge Petrilli venne condannato a sei anni di prigione e fu l'unico ad essere accusato di stupro. I suoi due complici, Guy Roger e Albert Mouglalis vennero condannati a quattro anni per tentato stupro. Nonostante le condanne ottenute, non vennero considerate le aggravanti derivanti dallo stupro di gruppo. Nonostante questo, il caso di Anne Tanglot e Araceli Castellano portò alla modifica della legge sullo stupro. Nel 1978 la senatrice Brigitte Gros presentò un disegno di legge che venne poi adottata a partire dal 23 dicembre 1980 nel quale veniva definito in modo chiaro e univoco lo stupro, ma soprattutto gli si riconosceva la natura di reato criminale punibile con la reclusione.

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