Spezia scarica abusivamente i suoi rifiuti in Toscana

Lo scandalo della spazzatura spezzina ora è certificato dall’Arpat, l’agenzia regionale per l’ambiente della Toscana. Dalla Liguria, in particolare dalla provincia della Spezia, sono stati portate e scaricate nelle discariche di Massa Carrara migliaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani senza autorizzazione. Uno smaltimento abusivo in piena regola, che toglie ogni alibi anche alla Regione, che non ha avuto dubbi a commissariare la Provincia di Imperia perché incapace di gestire il ciclo dei rifiuti ma ha sorvolato su altre situazioni oltre il limite, come appunto quella spezzina. Perché il piano dei rifiuti c’è, prevede anche la presenza dell’impianto di trasformazione della spazzatura in cdr, in combustibile da rifiuti. Ma non viene applicato, dal momento che l’impianto non funziona e la rumenta spezzina viene esportata in tutta Italia. Ora anche senza autorizzazione.
A chiedere conto di questo fallimento alla Regione è Luigi Morgillo, consigliere del Pdl, che conferma la segnalazione dell’Arpat e anche l’entità della spazzatura scaricata oltre confine. «Siamo di fronte all'ennesimo scandalo che investe La Spezia e, più in generale, la Liguria che, per quanto riguarda la gestione di questo settore, vive in una situazione di continua emergenza e di completa anarchia - tuona Morgillo - Il piano dei rifiuti non solo non viene attuato, ma del tutto ignorato». A tal proposito con la sua interrogazione l'esponente del centrodestra chiede al presidente Claudio Burlando e a tutta la giunta «i motivi per i quali nel corso del 2009 diverse migliaia di tonnellate di rifiuti urbani sono state esportate fuori regione senza autorizzazione e per quale motivo i rifiuti non vengono trattati nell'impianto cdr di Saliceti, alla Spezia».
Rispetto all'impianto in questione Morgillo non nasconde il suo scetticismo: «Viene sbandierato dal centrosinistra come esempio di efficienza in materia di rifiuti, come la dimostrazione che almeno qualcosa del piano è stato attuato, in realtà mi pare venga sottoutilizzato ed anche il poco cdr prodotto non arreca alcun vantaggio economico, anzi, per smaltirlo a centinaia di chilometri di distanza, si devono sostenere costi enormi». Inevitabile anche il riferimento alla recente autorizzazione per un ulteriore ampliamento della discarica di Val Bosca.
Continua il consigliere: «È chiaro che alla questione dello smaltimento rifiuti la Giunta regionale non ha saputo dare alcuna risposta. La sinistra o, meglio, la sua componente Verde e quella più integralista, teorizza la raccolta differenziata, ma - e la notizia è di questi giorni - proprio i Comuni della Val di Magra, per vocazione i più "rossi" della provincia spezzina, non riescono neppure ad avvicinarsi alla soglia delle percentuali indicate dalle direttive regionali. L’unico a centrare e superare l’obiettivo è stato quello di Deiva Marina, caso strano governato dal centrodestra».
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