Agnelli spaventa Sarri "Spero di vedere Pirlo nella prima squadra..."

Il presidente presenta Andrea sulla panchina dell'Under 23. Ed è già fiato sul collo del toscano

Stasera Juventus-Roma, partita del tutto inutile vista la classifica. Ieri, in compenso, giornata piccante. Perché la Signora ha presentato Andrea Pirlo come prossimo allenatore dell'Under 23 e, curiosamente, Francesco Totti si è presentato a Vinovo, nel centro sportivo dove Fonseca e i suoi giocatori stavano preparando la sfida contro i bianconeri. La visita dell'ex Pupone non era però legata a legami affettivi con la sua ex squadra, quanto al desiderio di ufficializzare l'ingresso nella sua scuderia di Luis Hasa, capitano dell'Under 16 della Juventus, considerato uno dei maggiori talenti dell'annata 2004. Insomma: dove intravede il talento, Totti si butta e spera di fare tombola.

Il personaggio della giornata è stato però il Maestro, al secolo Andrea Pirlo. Nuovo allenatore della Juventus Under 23 (primo incarico della sua nuova carriera) che proverà a lottare per la promozione in serie B. C'è ben altro, però: «Andrea non ha bisogno di sapere cosa è la Juve, perché lo sa benissimo - così Andrea Agnelli -. L'auspicio è di ritrovarlo in futuro in prima squadra, ma facciamo un passo alla volta. Abbiamo esempi in Europa di grandissimi allenatori che hanno compiuto quel percorso, ma bisogna guadagnarselo».

Insomma: la strada è tracciata e Sarri - ammesso che la corsa in Champions non si esaurisca già contro il Lione - fin dall'anno prossimo potrà dormire sonni relativamente tranquilli. Poi, certo, «tutto andrà meritato», proprio come hanno fatto Zidane (alla guida del Real Castilla prima di vincere tre Champions consecutive con il Real) e Guardiola (prima nel Barcellona B e poi con i più grandi). Detto ciò, garanzie assolute non ce ne sono. E in Italia gli esempi sono inevitabilmente contraddittori: Simone Inzaghi ha fatto benissimo da allenatore della Lazio vera' dopo essere partito dalla Primavera, ma il fratello Filippo non ebbe altrettanta fortuna alla guida del Milan, così come non ottenne i risultati sperati Brocchi, subentrato proprio all'ex Superpippo. Dulcis in fundo, anche di Montella si diceva un gran bene quando allenava la Primavera della Roma: la successiva carriera in prima squadra non è stata però altrettanto positiva. Tanto che Gattuso, che era alla guida della Primavera rossonera, lo sostituì in corso d'opera e lo portò in Europa League.

Per Pirlo, una bella sfida e manifesto programmatico che porta a un calcio di possesso: «Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno dato qualcosa, da Ancelotti a Lippi e fino ad Allegri. Io ho in testa il mio modo di giocare, con la palla tra i piedi e la voglia di giocare sempre per vincere: da giocatore odiavo certe cose e non vorrò rivederle in campo. Certo, mi sarebbe piaciuto essere nella Juve di adesso, il gioco di Sarri mi piace perché il play gioca tantissimi palloni. Ho avuto offerte dalla serie A e dalla Premier, ma la Juve è la strada giusta». Parlerà il campo, come sempre. In attesa che stasera Juve e Roma diano vita a una sfida buona solo per le statistiche. «Giocheremo spensierati», ha annunciato Sarri. E ci sarà anche Cristiano Ronaldo.

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