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Torna il corto muso

Basta un gol di Rabiot al Milan per ritrovare il secondo posto. Champions più vicina senza mostrare un calcio apprezzabile

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Da salvare c'è solo quel risultato che luccica in una domenica senza calcio apprezzabile. Il Milan vince a Verona come gli capita da molto tempo e raggiunge al secondo posto il Napoli con 66 punti. Decisiva la stoccata di Rabiot, tra i migliori con Maignan e Gabbia, propiziata dall'unica giocata di rilievo firmata da Leao. Troppo poco per non meritare poi la sostituzione. Tre punti e nient'altro allora. Che aggiunti alle sconfitte precedenti del Napoli e del Como (otto punti di vantaggio) consentono al Milan di avvicinarsi alla zona Champions che è il dichiarato obiettivo di Allegri.

Ne bastano tre per smuovere quel clima da amichevole di fine stagione e dare un indirizzo al viaggio del Milan durante la prima frazione. I primi due sono Pavlovic e Rabiot, due che dimostrano d'avere ancora benzina a sufficienza nel serbatoio e che non perdono tempo nel trovare il valico giusto per imporre la propria esuberanza tecnica e fisica. Comincia il difensore serbo a tentare qualche blitz, sempre a sinistra, ma poi è il francese ad assumere le iniziative più concrete e pericolose. Una volta lo abbattono al limite dell'area, una volta conclude con un destro prevedibile parato comodo da Montipò, al terzo tentativo - su assist teleguidato di Leao, sembra la stessa azione combinata vista a Como - il suo sinistro è chirurgico e gli serve per confezionare il sesto sigillo della stagione. Prima che arrivi l'intervallo, spunta anche il terzo componente della compagnia e cioè Mike Maignan che riesce a rammendare un colossale buco difensivo procurato da Tomori e soci i quali lasciano Belghali solo e pronto a involarsi verso la porta rossonera con un diagonale deviato dal portiere francese.

Peccato che anche a Verona ci sia il solito spettacolo indecoroso dei cori contro Maignan: Chiffi costringe il Verona a ripetere più volte l'appello anti razzismo. Nella ripresa, invece di trarre profitto da quel golletto, il Milan arretra metro dopo metro mentre il Verona prende coraggio e infila dentro un altro attaccante. Le scelte di Allegri, a quel punto, sono nette e destinate a far discutere. Perché Leao non tiene palla, Fofana ha una fitta alla coscia e allora dentro tre freschi dalla panchina (Gimenez, Ricci e Saelemaekers) per invertire quella rischiosissima tendenza. In occasione della sostituzione, Leao si ferma a parlare con il tecnico e gli chiede "Perché sempre io?". La risposta è nella sua perfomance: un assist delizioso d'accordo e nient'altro.

Il secondo gol del Milan a metà ripresa (cross di Saelemaekrs, testa di Gabbia) viene annullato per precedente fuorigioco di Gimenez. Proprio Gabbia salva poi su Orban. Allo scadere Valentini sulla linea toglie a Saelemaekers il gol del 2 a 0.

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