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Forza, tecnica, gol. "Goduria" Haaland

Il bomber norvegese leader al 1° Mondiale

Forza, tecnica, gol. "Goduria" Haaland
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È vero che ha dovuto aspettare di arrivare quasi a 26 anni per giocare il primo Mondiale, là dove Mbappé a 19 l'aveva già vinto e Messi alla sua età ne aveva giocati 2, ma ora che finalmente ne ha scoperto il sapore unico, Erling Haaland dal Mondiale non vuole più uscire e lo dimostra facendo la cosa che gli riesce meglio da sempre, i gol. Già 7 in 4 partite in America (ha saltato quella con la Francia nel girone), piuttosto che 62 in 54 con la Norvegia o 162 in 198 col City. E diciamocelo, ce lo godiamo anche noi, stella in un Mondiale in cui le stelle fanno a gara a chi brilla di più. Lo avevamo atteso, confinato nei rimpianti di una Nazionale incompiuta; oggi lo ritroviamo trascinatore assoluto di una Norvegia, arrivata oltre i confini della propria storia, anche dalla forza del gruppo, di cui Haaland è l'espressione massima della forza individuale. Erling non gioca a calcio, lo domina. È il prototipo del centravanti totale, l'evoluzione della specie in un'epoca in cui proprio Guardiola, che lo ha completato al City, era stato quello che più di tutti si era illuso di poter fare a meno del "9" classico. La doppietta che ha schiantato il Brasile è un manifesto di onnipotenza: un colpo di testa imperioso e un sinistro chirurgico.

Erling è figlio d'arte totale, di papà Alf-Inge si sa tutto (34 presenze in Nazionale negli anni '90, compresa la partita con l'Italia a Usa '94), ma il gigante norvegese ha ereditato importanti virtù fisiche anche dalla mamma Gry Marita, campionessa di eptathlon, di cui da un anno porta sulla maglia norvegese anche il cognome, Braut, come già agli inizi della carriera da prof, nel Salisburgo.

Non tutti ricordano che Erling Braut Haaland è nato a Leeds, quando suo padre giocava in Premier, e se non avesse orgogliosamente scelto di difendere i colori della Norvegia avrebbe potuto giocare il quarto di finale di sabato con la maglia bianca dell'Inghilterra, insieme o al posto di Harry Kane, un altro dei giganti dell'estate. E invece si sfideranno a suon di gol e di prodezze. Meglio per noi che ci vedremo un'altra grande partita. GVis

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